Associazione Vittime della caccia

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Dedicato a Charlie, Bottiglione ed a tutti gli animali uccisi dal veleno dell’indifferenza o della crudeltà umana.

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Dedicato a Charlie, Bottiglione ed a tutti gli animali uccisi dal veleno dell’indifferenza o della crudeltà umana.

Quella che vogliamo raccontarvi oggi è la storia di vite spezzate in modo subdolo da umani che volutamente, o inconsapevolmente, uccidono altri esseri viventi usando dei veleni.

Fra i diversi sistemi per arrecare danno o morte agli animali, l’uso dei veleni è pratica, purtroppo, assai diffusa: finalizzata, perlopiù,  al contenimento di alcune specie è,  altresì,  vigliaccamente fruita per lo sterminio di esseri considerati “antagonisti” in ambito venatorio, oppure come punizione trasversale inflitta a umani considerati nemici.

Ci siamo spesso chiesti: quante persone, architettando trappole, o spargendo veleni, allo scopo di eliminare specie considerate dannose o noiose, sono consci del fatto che altri animali, diversi da quelli oggetto di tale trattamento, corrono il rischio di assimilarlo? Quanti sono edotti, di là della razza, del dolore inflitto a tutti loro?

Sicuramente ne è consapevole chi prepara polpette o intrugli velenosi perché, con lucida e folle determinazione, intende volutamente procurare, alle vittime prescelte, una lunga e atroce morte.

<<Un’agonia che non auguro a nessuno di vedere>>  così ha sintetizzato, efficacemente, il sig. Giovanni parlando di quanto accaduto alla cagnetta Lola, avvelenata nei boschi di Sant’Anna D’Alfaedo .* 1)

Medesima agonia l’hanno subita anche Charlie e Bottiglione:

Charlie, dolcissimo cane dalle lunghe e soffici orecchie, la cui vita ha riservato, dopo un periodo trascorso in strada, l’incontro con una persona speciale; un’amica umana con la quale passeggiare, giocare e gioire della reciproca presenza.

A nulla sono valsi  i tentativi fatti per salvargli la vita; essere unico e irripetibile devastato dalle convulsioni e sensazioni di soffocamento, ha smesso di soffrire morendo in modo dolce, dopo che gli era stata somministrata una dose d’anestesia, sul tavolo del veterinario.

Bottiglione, gattone dagli splendidi occhi verdi, era nato in casa da micia anch’essa adottata.

Anche lui, essere unico e irripetibile, se ne è andato da questa vita con negli occhi il terrore e l’atroce dolore che lo ha squassato per tanto, troppo tempo.

E’ morto solo, mentre Chalie lottava nell’ambulatorio del veterinario,  in quella stanza dove si era nascosto e che lo aveva visto protagonista di numerose scorribande, di colpetti dati con la zampa contro la porta per svegliare la sua adorata amica umana.

Ormai è trascorso più di un mese da quel giorno e, nella speranza che il dolore subito dall’amica Piera C. si sia nel frattempo un po’ lenito, vi abbiamo raccontato della loro agonia, seppur senza addentrarci nei particolari, oltre che di particolari della loro vita, per una ragione:

Per ribadire che gli animali non sono oggetti, ma soggetti; che Charlie e Buttiglione erano esseri unici e irripetibili, come lo erano Lola e tutti gli altri.

Perché è questo che siamo tutti, umani o animali: esseri unici e irripetibili.


M.Cristina Tassi, Associazione Vittime della caccia


nota 1: http://www.larena.it/stories/dalla_home/308106_di_nuovo_bocconi-killerucciso_cane_da_tartufo/

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