Associazione Vittime della caccia

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OPTA-INTERPELLANZA URGENTE VITTIME DELLA CACCIA

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OPTA - OSSERVATORIO POLITICO TRASVERSALE ANTICACCIA

INTERPELLANZA URGENTE

AI:     MINISTERO DELL'INTERNO
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 30/11/2012

Stato iter: IN CORSO

Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01766

presentata da

FIORELLA CECCACCI RUBINO

lunedì 3 dicembre 2012, seduta n.727


I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per sapere - premesso che:sabato 24 novembre 2012 a Pantelleria, in provincia di Trapani, un bimbo di 5 anni è stato ucciso da un colpo partito dal fucile del padre che, secondo una prima ricostruzione dei fatti, era appena rientrato a casa dopo una battuta di caccia;

neanche una settimana prima, domenica 11 novembre 2012, si è verificato, nelle campagne di Irgoli in provincia di Nuoro, l'ennesimo incidente di caccia dove è stato colpito in volto, da un proiettile, un minore, di anni dodici, morto dopo alcuni giorni di agonia all'ospedale San Francesco di Nuoro, che stava partecipando con i familiari ad una battuta al cinghiale;i drammi dei due minori non rappresentano episodi isolati, ma una costante nel nostro Paese, dove ogni anno la stagione venatoria si conclude sempre con decine di minori uccisi e mutilati per un'attività che ha perso qualsiasi giustificazione storica e sociale;

i dati 2012 sulle vittime per armi da caccia - non ancora definitivi, poiché la stagione venatoria ancora non è conclusa - registrano che in meno di 50 giorni effettivi di giornate venatorie, risultano in totale già novantasette le vittime per armi da caccia, con ventidue morti e settantacinque feriti. Tra questi, sono 22 le persone comuni colpite, di cui sei morti e sedici feriti. Persone, queste, che hanno avuto la sventura di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato, finanche a casa propria o nel proprio terreno agricolo. Settantacinque invece sono i cacciatori vittime delle armi da caccia: sedici i morti e cinquantanove i feriti;

da anni vengono sollevati problemi sull'inadeguatezza di quanti oggi praticano la caccia, molti dei quali hanno ottenuto la licenza ben prima del 1977, quando ancora non erano previsti esami per il possesso delle armi e per l'autorizzazione alla caccia. Come dimostrano le statistiche sull'età dei responsabili d'incidenti, l'effetto combinato di scarsa preparazione dei cacciatori, molti dei quali hanno appreso da sé a maneggiare le armi, e dell'avanzamento dell'età media, con vista e abilità fisiche dei suoi praticanti sempre più declinanti, rappresenta la causa prima di quest'annuale strage degli innocenti che, per le suddette ragioni, se non verranno prese misure preventive urgenti, andrà sempre più peggiorando con il passare degli anni;

la stessa normativa nazionale, la legge n. 157 del 1992 «Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio», deve essere rivista perché strutturata sulla base di principi e proporzioni non più adeguati all'antropizzazione dei territori agro-silvo-pastorali destinati all'attività venatoria. Non è, infatti, più possibile prevedere percentuali di territorio nazionale, che devono essere messi a disposizione per la caccia, pari all'80 per cento della sua superficie a fronte dell'1 per cento della popolazione italiana di cacciatori. Non è altrettanto più tollerabile, caso unico al mondo, che i cacciatori possano accedere in qualsiasi fondo privato, non adeguatamente recintato (articolo 842 c.c.), anche senza il consenso del proprietario;

la diffusa violazione delle norme di sicurezza, previste all'articolo 21, comma 1, lett. a), e) ed f) della legge n. 157 del 1992, nelle aree abitate insistenti all'interno dei territori venabili, l'uso di armi a lunga gettata in territori fortemente antropizzati, comportamenti imprudenti ed azzardati dei cacciatori, nonché l'oggettiva carenza di vigilanza del territorio, producono un generalizzato senso di insicurezza dei cittadini che inibisce loro la naturale fruizione del territorio;

ormai è evidente che occorre intervenire con urgenza per impedire che altre vittime innocenti perdano la vita; pertanto occorre restringere la normativa attuale, in particolare per:

vietare la partecipazione dei minori alle battute di caccia, anche solo in qualità di accompagnatori;

aumentare le distanze di sicurezza previste all'articolo 21, comma 1, lettera a), e) ed f) della legge n. 157 del 1992;

intensificare i controlli e la vigilanza sull'attività venatoria al fine di prevenire e reprimere comportamenti lesivi dell'incolumità pubblica;

applicare l'articolo 703 del codice penale (esplosioni pericolose) in caso di mancato rispetto delle distanze di sicurezza, inasprendo la sanzione penale prevista;

sottoporre i cacciatori ad esami psicoattitudinali e di idoneità fisica annuali, anziché ogni sei anni come previsto attualmente;

vietare l'accesso ai fondi privati quando non espressamente consentito dal proprietario;

rivedere la disponibilità del territorio fruibile per i cacciatori ripartendo da inderogabili e preminenti criteri di sicurezza pubblica e privata, per il rispetto del quieto vivere e delle attività all'aperto di tutti i cittadini che vivono o frequentano a vario titolo i territori agro-silvo-pastorali: più specificatamente operare su un piano normativo in modo da ridurre il territorio venabile e circoscrivere le aree da destinare alla caccia;

avviare la ricerca di metodi incruenti per il contenimento demografico delle specie considerate in sovrannumero, con il supporto e la guida dell'ISPRA e del mondo scientifico;

bloccare e vietare l'allevamento e l'immissione a scopo venatorio di fauna appartenente alle specie da contenere;

importante per il suo valore educativo, sospendere per un periodo di tempo non recuperabile la stagione venatoria ogni qual volta si verifichino episodi mortali come purtroppo oggi si assiste con frequenza -:

se i Ministri interpellati non ritengano della massima urgenza l'adozione di iniziative normative atte a vietare la presenza di minori nelle attività venatorie, in qualsiasi forma esse si svolgano;

se non ritengano di dover rivalutare la compatibilità della pressione venatoria con il vivere civile, il territorio e l'ambiente avviandosi verso un approccio di gestione della fauna selvatica teso a ridurre gradualmente i problemi causati da una gestione venatoria improntata, da oltre mezzo secolo, sulla immissione selvaggia delle specie ora in esubero;

se non ritengano indispensabile ed urgente intensificare i controlli sul territorio e la vigilanza dell'attività venatoria, al fine di prevenire e reprimere comportamenti lesivi dell'incolumità pubblica;

quali iniziative di competenza i Ministri interpellati intendano intraprendere;

per impedire il ripetersi di episodi delittuosi, come gli incidenti mortali ed i ferimenti, ormai sempre più numerosi nel nostro Paese durante la stagione venatoria, tali da sollevare, per la loro gravità, ogni anno l'attenzione dei media internazionali.
(2-01766)

FIRMATARI: «Ceccacci Rubino, Cazzola, Mancuso, Repetti, Giammanco, Mannucci, Frassinetti, Tommaso Foti, Mazzuca, La Loggia, Biancofiore,  Calderisi, Murgia, Ghiglia, Iannarilli, Crolla, Vella, Scalera, Centemero, Traversa, Dima, Antonino Foti, Vignali, De Luca, Girlanda, Barani, Frattini, Pelino, Biasotti, Di Virgilio, Lunardi, Bergamini»

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avatar michela
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