Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Interrogazione a risposta scritta 4-02452 - On.GAGNARLI Chiara

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OPTA - OSSERVATORIO POLITICO TRASVERSALE ANTICACCIA

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INTERROGAZIONE PARLAMENTARE MOVIMENTO 5 STELLE

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02452
presentato da
GAGNARLI Chiara
testo di
Venerdì 8 novembre 2013, seduta n. 114


GAGNARLI, RIZZETTO, PAOLO BERNINI, TACCONI, BUSINAROLO e CRISTIAN IANNUZZI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

ogni anno, durante la stagione venatoria, si registra un elevato numero di morti e feriti, vittime di incidenti causati da armi da caccia, che colpiscono non solo cacciatori ma anche cittadini comuni;
tale situazione genera sistematicamente allarme sociale strettamente connesso all'uso di armi, ma anche al disturbo della quiete pubblica e alla riduzione delle proprie libertà;
nella stagione di caccia 2012-2013, in 62 giorni effettivi di attività venatoria, le vittime sono state ben 151, 32 i morti, tra cui 5 minorenni, anche perché non esistono norme che tutelano i bambini che vengono condotti a caccia dai genitori — e 119 i feriti: 108 vittime tra gli stessi cacciatori — di cui 21 morti, 43 vittime tra la gente comune, di cui 11 morti;
sono 27 le vittime, dal 1o settembre 2013 a venerdì 25 ottobre 2013, di armi da caccia, per un totale di 23 feriti e 4 morti: 13 sono le vittime tra la gente comune, di cui 3 i morti e 10 i feriti, tra i quali una bambina colpita mentre era nella sua cameretta;

i dati raccolti ed analizzati dall'Associazione vittime della caccia escludono dal conteggio tutti i casi di incidenti dovuti a cadute, malori improvvisi o disgrazie di qualsiasi altra natura che non siano le armi da caccia. Sia in ambito venatorio che extra-venatorio, le vittime umane conteggiate sono solo ed esclusivamente coloro che hanno subito lesioni a causa di detonazioni esplose da armi da caccia;
le statistiche diffuse da molte associazioni venatorie risultano però diverse — e ovviamente inferiori — ai dati dall'Associazione vittime della caccia in quanto escludono dal numero totale delle vittime la gente comune e quindi tutti coloro che non possiedono un regolare porto d'armi ad uso caccia;
tra le vittime indifese della caccia ci sono anche numerosi animali domestici; proprio sabato 2 novembre 2013 un cane pastore tedesco di 6 anni è stato ucciso da una fucilata mentre si trovava in un terreno privato recintato dove stava passeggiando insieme al padrone;
l'articolo 842 del codice civile consente ai cacciatori, e soltanto a loro, di entrare nella proprietà privata altrui; una peculiarità giuridica pressoché unica in Europa: una sorta di abdicazione del diritto di proprietà privata costituzionalmente protetto. Il comma 1 dell'articolo suddetto recita: «Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l'esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno» –:
se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non ritenga doveroso adottare tutte le iniziative atte a prevenire i gravi rischi di incolumità strettamente connessi all'uso di armi da caccia;
se non si ritenga altresì di prendere in seria considerazione l'opportunità di assumere iniziative per l'abrogazione dell'articolo 842 del codice civile che consente l'accesso ai cacciatori nelle proprietà private, al fine di tutelare al contempo il diritto alla proprietà privata e la sicurezza dei cittadini. (4-02452)
fonte:  banchedati.camera.it

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