Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Storie di ordinaria follia

Polemica in Trentino sulle lotterie organizzate dalle associazioni cacciatori

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Trento - È polemica in Trentino sulle lotterie organizzate dalle associazioni cacciatori che mettono in palio il diritto di abbattere animali selvatici. Di un primo caso, relativo ad una lotteria con in palio l’abbattimento di una femmina di capriolo organizzata dall’Associazione cacciatori della riserva di Ronzo Chienis, si sta occupando il Servizio foreste e fauna della Provincia di Trento che ha raccolto la segnalazione del consigliere provinciale Roberto Bombarda e delle associazioni Enpa del Trentino e Flama d’Anaunia (...) queste lotterie lotterie sono «incivili e dannose il buon nome dei trentini e negative per l’immagine turistica». Un’altra lotteria, organizzata questa volta dalle “Cacciatrici Trentine” all’interno dell«Expo Caccia e Pescà a Riva del Garda, in programma fra una settimana, mette in palio il diritto ad abbattere un camoscio o un cinghiale. A insorgere questa volta sono la Lega antivivisezione e l’assessore all’ambiente di Riva del Garda, Renza Bollettin - si legge oggi sui quotidiani locali - che chiede agli organizzatori di sostituire i premi, «anche per rispetto della sensibilità della stragrande maggioranza della popolazione, in particolare dei bambini». ... Leggi tutto alla fonte: www.ilsecoloxix.it


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L'abbiamo ucciso per litigi di caccia - il caso Molino

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STORIE DI ORDINARIA FOLLIA - IL CASO MOLINO

20.01.2012 - Faedda confessa e accusa Quaglioni: L'ABBIAMO UCCISO PER LITIGI DI CACCIA

OLBIA. «Siamo andati lì per ucciderlo». Andrea Faedda, 36 anni, disoccupato di Berchiddeddu, è crollato. E ha confessato a carabinieri e magistrato di aver raggiunto La Silvaredda, campagna di Ovilò, con A. Q., 59 anni, un escavatorista di quelle parti. Lì hanno aspettato Domenico Molino e, secondo l'accusa, l'hanno ammazzato con due fucilate tra le 7 e le 7.30 del 22 dicembre scorso. «Per dissidi di caccia», avrebbe raccontato Faedda. A sparare non sarebbe stato Faedda. «Io - avrebbe detto - sono rimasto nascosto. Ho sentito il primo colpo, poi, a distanza di qualche secondo, l'altro». Secondo la sua versione... Leggi tutto alla fonte: lanuovasardegna.gelocal.it

Altro sull'argomento 19.01.2012: (Adnkronos) - Olbia, omicidio allevatore: il delitto per dissidi tra compagnie di caccia - Domenico Molino, allevatore di Liori Porto San Paolo (Provincia Olbia-Tempio), fu freddato con due fucilate nella sua azienda agricola di Olvilò, la mattina del 22 dicembre scorso. In manette con l'accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi sono finiti due compagni di caccia della vittima
E' da ricondurre a dissidi sulla gestione delle compagnie di caccia grossa l'omicidio di Domenico Molino, ucciso con due fucilate nella sua azienda agricola di Olvilo', la mattina del 22 dicembre scorso. In manette con l'accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi sono finiti due compagni di caccia, A. Q., 59 anni di Ovilo' (cugino della moglie della vittima) e A. F., 39, di Berchiddeddu, frazione del capoluogo gallurese.

Un episodio poco credibile secondo i militari, che avevano anche identificato il fucile che aveva sparato, una doppietta, che non espelle i bossoli esplosi, come quella denunciata da A. Q..

''Ucciso come un cinghiale'' ha detto il pm Rossi, in un vero e proprio agguato. Per raggiungere il luogo del delitto i due sono partiti dall'azienda di A. Q., che ha sparato i due colpi, e avrebbero camminato nel buio per oltre 45 minuti. Saputo che l'omicidio era maturato nell'ambiente venatorio per il dominio dei territori tra i 'capo caccia' che si sovrapponevano e si ostacolavano, da alcuni giorni i carabinieri tenevano sotto torchio i due e ieri sera A. Q. ha confessato. Domani e' attesa la convalida del fermo da parte del Gip.... Fonte: www.adnkronos.com


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"Fenicotteri pericolosi? Semmai un ostacolo alla caccia"

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STORIE DI ORDINARIA FOLLIA

"Fenicotteri pericolosi? Semmai un ostacolo alla caccia"

Fauna selvatica, è polemica tra Enpa e Acer

E' polemica tra cacciatori e Protezione Animali, dopo le dichiarazioni del presidente di Acer Miccoli che ha definito la fauna selvatica – anche quella particolarmente protetta – un “problema che va affrontato”.“Anzitutto, ricordiamo come daini, cinghiali, caprioli e molti altri animali siano stati acquistati a caro prezzo come capi pronto caccia proprio dal mondo venatorio, e reinseriti per avere più fauna a cui sparare. Riteniamo assolutamente ridicolo che proprio chi, con la pratica del ripopolamento, ha contribuito a causare squilibri ambientali con i conseguenti, presunti, danni causati dagli animali, sia ancora chiamato a dire la propria” commenta il Presidente dell’Enpa di Ravenna dott. Carlo Locatelli. “La legge nazionale 157/92, nata per proteggere la biodiversità e per regolamentare la concessione della caccia, già detta le possibili soluzioni: vi sono numerosissimi strumenti, come i metodi ecologici ed incruenti, che, come dice chiaramente la legge devono essere prioritari a qualsiasi forma di abbattimento. Tali strumenti devono essere proposti e verificati dall’ISPRA... LEGGI TUTTO ALLA FONTE: www.ravenna24ore.it


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CINGHIALE IN FUGA NEL MARE UCCISO A BRUCIAPELO DA UN CACCIATORE. ATTIVISTI LIPU FOTOGRAFANO E DENUNCIANO

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AGGIORNAMENTO: Presi i 'pescatori' del cinghiale Scatta la denuncia. Sono due cacciatori del posto

 

 

STORIE DI ORDINARIA FOLLIA...

-O-

COMUNICATO STAMPA LIPU 12.12.2011

PORTO ERCOLE (GR), FOTO SHOCK DELLA LIPU.

CINGHIALE IN FUGA NEL MARE UCCISO A BRUCIAPELO DA UN CACCIATORE.

ATTIVISTI LIPU FOTOGRAFANO E DENUNCIANO IL FATTO AI CARABINIERI

La terribile sequenza visibile nel profilo LIPU su Facebook.  La LIPU si costituirà parte civile

 

Prima lo hanno inseguito sulla collina che costeggia la fortezza a Porto Ercole, sul Monte Argentario (GR), sparando senza curarsi della presenza di turisti e birdwatchers.

Poi, lo hanno inseguito in mare con una barca, da dove un cacciatore lo ha colpito a bruciapelo con un fucile. E per il povero cinghiale non c’è stato scampo.

E’ quanto hanno osservato e fotografato i volontari della LIPU che partecipavano ad un’escursione a Porto Ercole alla ricerca di rarità ornitologiche.

“Eravamo in tre con i binocoli e le macchine fotografiche vicino alla fortezza di Porto Ercole - commenta Marco, uno dei soci LIPU che ha assistito alla scena - Abbiamo sentito numerosi spari, poi abbiamo visto il cinghiale lanciarsi in mare e i cacciatori che attraverso un telefonino chiamavano un’altra persona che, successivamente, con una barca si è avvicinata alla costa”.

“Uno di essi – continua Marco - è salito a bordo con il fucile mentre il cinghiale, spaventato, nuotava nel mare cercando di allontanarsi. Ma la furia del cacciatore si è riversata sull’animale: uno, due e più colpi e la scena dell’animale sanguinante che viene issato a bordo. Qualcosa di raccapricciante… Abbiamo chiamato prima la Forestale e la Polizia Provinciale ma non avevano uomini da inviare. Poi è intervenuta una pattuglia dei Carabinieri”.

 

I volontari della LIPU hanno fotografato l’intera scena (pubblicata nel profilo LIPU su Face book), che è durata vari minuti: gli scatti evidenziano con chiarezza l’efferatezza del cacciatore che spara dalla barca. I volontari hanno immediatamente informato il presidente della LIPU e presentato una circostanziata denuncia ai Carabinieri di Civitavecchia, che hanno trasmesso per competenza la stessa e il materiale fotografico al Comando di Porto Ercole. Tale violazione è punita dall’articolo 30 lettera i della legge 157/92 con “l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda fino a lire 4.000.000 per chi esercita la caccia sparando da autoveicoli, da natanti o da aeromobili” (Nota: 4 milioni di vecchie lire).

 

“Siamo di fronte ad una violazione penale gravissima – commenta Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU Birdlife Italia – nonché a un malcostume venatorio che ha eguali, nel Mediterraneo, solo a Malta e a Cipro. Cacciatori che sparano da una barca per finire un cinghiale che scappava terrorizzato non ha niente a che vedere con il prelievo venatorio. Questo è bracconaggio e la LIPU si presenterà parte civile nel processo a carico di queste persone che, mi auguro, vengano presto individuate dai Carabinieri”. VEDI TUTTE LE FOTO ALLA FONTE: http://www.lipu.it/news/no.asp?1285


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Smascherato il 'dottor Jekyll e mister Hyde' etrusco - CACCIA: STORIE DI ORDINARIA FOLLIA

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NEWS 5 dicembre 2011 - CACCIA: STORIE DI ORDINARIA FOLLIA

Viveva da anni con una doppia identità, smascherato il 'dottor Jekyll e mister Hyde' etrusco

TARQUINIA – Smascherato il 'dottor Jekyll e mister Hyde' etrusco. L'uomo da anni viveva con un duplice cognome, esattamente da quando il tribunale, per motivi suoi familiari, gli aveva decretato il cambio di generalità. In possesso però di vecchi documenti di identità, questi si era dato una “doppia vita” cosicché risultava da un lato una persona ritenuta “pericolosa”, tanto che il Prefetto gli aveva imposto il divieto di detenere armi, e dall’altro una persona “pulitissima”. Doppia tessera sanitaria, doppia carta d’identità e così via. E’ sbalorditivo pensare quante opportunità si possano celare dietro tale disfunzione. Con un doppio nome, si possono non pagare le tasse, non pagare le contravvenzioni al codice della strada, non onorare prestiti e pagamenti, mantenendo integro il vero nome.

Non è però caduta nel tranello la polizia del commissariato di Tarquinia, che vistasi presentare la richiesta di licenza di porto d’armi per uso caccia, ha posto in essere tutti i consueti approfonditi accertamenti sulla persona, che hanno svelato la vicenda. L'uomo aveva presentato la documentazione, con tanto di certificati medici utilizzando il primo nome, quello “pulito”, ma non è bastato.... Fonte: www.ontuscia.it

 


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