Associazione Vittime della caccia

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L'abbiamo ucciso per litigi di caccia - il caso Molino

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STORIE DI ORDINARIA FOLLIA - IL CASO MOLINO

20.01.2012 - Faedda confessa e accusa Quaglioni: L'ABBIAMO UCCISO PER LITIGI DI CACCIA

OLBIA. «Siamo andati lì per ucciderlo». Andrea Faedda, 36 anni, disoccupato di Berchiddeddu, è crollato. E ha confessato a carabinieri e magistrato di aver raggiunto La Silvaredda, campagna di Ovilò, con A. Q., 59 anni, un escavatorista di quelle parti. Lì hanno aspettato Domenico Molino e, secondo l'accusa, l'hanno ammazzato con due fucilate tra le 7 e le 7.30 del 22 dicembre scorso. «Per dissidi di caccia», avrebbe raccontato Faedda. A sparare non sarebbe stato Faedda. «Io - avrebbe detto - sono rimasto nascosto. Ho sentito il primo colpo, poi, a distanza di qualche secondo, l'altro». Secondo la sua versione... Leggi tutto alla fonte: lanuovasardegna.gelocal.it

Altro sull'argomento 19.01.2012: (Adnkronos) - Olbia, omicidio allevatore: il delitto per dissidi tra compagnie di caccia - Domenico Molino, allevatore di Liori Porto San Paolo (Provincia Olbia-Tempio), fu freddato con due fucilate nella sua azienda agricola di Olvilò, la mattina del 22 dicembre scorso. In manette con l'accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi sono finiti due compagni di caccia della vittima
E' da ricondurre a dissidi sulla gestione delle compagnie di caccia grossa l'omicidio di Domenico Molino, ucciso con due fucilate nella sua azienda agricola di Olvilo', la mattina del 22 dicembre scorso. In manette con l'accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi sono finiti due compagni di caccia, A. Q., 59 anni di Ovilo' (cugino della moglie della vittima) e A. F., 39, di Berchiddeddu, frazione del capoluogo gallurese.

Un episodio poco credibile secondo i militari, che avevano anche identificato il fucile che aveva sparato, una doppietta, che non espelle i bossoli esplosi, come quella denunciata da A. Q..

''Ucciso come un cinghiale'' ha detto il pm Rossi, in un vero e proprio agguato. Per raggiungere il luogo del delitto i due sono partiti dall'azienda di A. Q., che ha sparato i due colpi, e avrebbero camminato nel buio per oltre 45 minuti. Saputo che l'omicidio era maturato nell'ambiente venatorio per il dominio dei territori tra i 'capo caccia' che si sovrapponevano e si ostacolavano, da alcuni giorni i carabinieri tenevano sotto torchio i due e ieri sera A. Q. ha confessato. Domani e' attesa la convalida del fermo da parte del Gip.... Fonte: www.adnkronos.com

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