Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Tutela Animali

Forlì - "Dopo la nutria, caccia al picchio"

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La Lega per l'abolizione della caccia critica il programma della Provincia per l'abbattimento del roditore presente in quantità nel parco urbano

FORLI - Il piano della Provincia per ridurre il numero delle nutrie nel parco urbano annunciando una "battuta di caccia alla nutria" a fin estate non piace all'associazione Lega per l'abilizione della caccia. Che alla notizia chiede all'Ausl i dati dei casi di aggressioni da parte del roditore all'uomo ... Leggi tutto alla fonte: www.romagnanoi.it


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Collare elettrico al cane, denunciato cacciatore

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Collare elettrico al cane, denunciato cacciatore

segugio-italiano.jpgMORI. La mattina di domenica, un moriano, vedendolo un cane aggirarsi sepaesato poco a monte di Tierno, ha avvisato i carabinieri: quel giovane segugio italiano, un cane da caccia con addosso un collare doveva aver smarrito la via di casa. Così i militari hanno portato il cane in caserma. Ad incuriosire gli agenti era il collare, non uno qualcisiasi bensi di tipo elettrico a impulsi.La certezza l'ha data loro Aldo Candioli, della protezione animali, che ha sciolto ogni riserva a prima vista. Il cane indossava infatti un tipo di collare che viene imposto ai cani per "educarli" ad abbaiare meno di quanto non imponga loro l'istinto di madre natura: quando il collo si tende poichè le corde vocali stanno per entrare in funzione, il collare emette una scossa a basso voltaggio che blocca sul nascere l'impulso di abbaiare.

Il suo utilizzo è considerato una inutile crudeltà nei confronti dell'animale ed è vietato per legge. Il padrone, individuato grazie al microchip, è' un cacciatore moriano di 50 anni, "invitato" in caserma dai carabinieri che gli hanno notificato, oltre alla denuncia, il sequestro del collare elettrico e del cane,che è stato affidato per il momento  al canile del Pan Eppaa di Rovereto dove rimarrà in custodia fino a quando la Procura della Repubblica non deciderà il da farsi.

Fonte: newsanimaliste.myblog.it


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S. Anna d'Alfaedo (VR). Corpo Forestale sequestra per maltrattamento cucciolo di segugio su denuncia della LAV

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COMUNICATO LAV 14.8.2011

S. Anna d'Alfaedo (VR). Su denuncia della LAV sequestrato dal Corpo Forestale segugio di 3 mesi rinchiuso in una malga nei pressi di Spluga della Preta.

Sono terminate nella serata di sabato 13 agosto le operazioni per il sequestro di un cucciolo di segugio, legato ad una catena cortissima all'interno di una malga diroccata, nei pressi della Spluga della Preta nel comune di S. Anna d'Alfaedo. I latrati disperati del cane avevano attirato l'attenzione degli escursionisti e degli spleleologi che frequentano il sentiero di montagna che conduce al famoso abisso. Tempestivo l'intervento dei volontari della sede LAV di Verona che, accorsi sul posto, hanno trovato un segugio di circa tre mesi, molto magro, legato con una catena così corta che gli impediva qualsiasi movimento, all'interno di uno stanzone di una malga diroccata, immerso nei suoi escrementi e in cumuli di immondizia, nella più totale solitudine e in stato di abbandono. Il cagnolino, di nome Falco, era talmente disperato che il suo abbaiare e i suoi lamenti si potevano sentire in lontananza sul sentiero che conduce alla malga.

"E' purtroppo ancora in uso, sulle montagne veronesi, la pratica crudele di relegare in totale isolamento cuccioli di cani da caccia per abituarli ad una vita dura e ad affrontare ogni avversità vivendo di poco cibo, ogni due o tre giorni, acqua quando capita, nessun riparo, nella convinzione che il cane diventi in tal modo un docile strumento nelle mani del proprietario che lo utilizza per l'attività venatoria" dice Lorenza Zanaboni, Responsabile della sede LAV di Verona. "Il cane, che è un animale altamente sociale, soffre l'isolamento alla stessa stregua della mancanza di cibo, tanto è importante per lui il contatto con i suoi simili o con gli umani. Falco poi, oltre all'isolamento, era anche privato della possibilità di fare qualsiasi movimento e di avere esperienze, attività essenziali perchè un cucciolo possa crescere correttamente. Ci auguriamo che il giudice tenga conto della crudeltà di chi ha infierito così su un innocente" conclude la Zanaboni.

Falco, di proprietà di un noto bracconiere veronese, è stato sequestrato per maltrattamento di animali da agenti del Comando Stazione di Bosco Chiesanuova del Corpo Forestale dello Stato, intervenuti su richiesta della LAV, ed è stato affidato all'associazione.

La LAV ringrazia  gli agenti del Corpo Forestale dello Stato per l'efficienza, la serietà e la professionalità con cui operano nell'attività di contrasto ai reati in danno agli animali.

Ufficio Stampa LAV Verona Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


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Ennesima moria di piccioni a Laigueglia, Enpa: "E' avvelenamento"

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A meno di un mese dalla morte di decine di colombi, una nuova moria si è verificata ieri nel centro storico di Laigueglia.

I volontari della Protezione Animali, chiamati da alcuni turisti, hanno raccolto venti volatili, quasi tutti morti poco dopo. Solo cinque sono stati salvati dalle cure dei veterinari dell’associazione: sempre la stessa la causa: granaglie mischiate ad un forte anestetico di vecchia generazione, che tramortisce gli animali ed uccide i soggetti più debilitati.

E’ vergognoso che il fatto si ripeta ormai da diversi anni, più volte all’anno, senza che non si riesca a trovare i colpevoli di un’attività criminosa, pericolosa anche per le persone, la fauna selvatica e gli animali domestici.

Le Guardie Zoofile dell’associazione stanno svolgendo gli accertamenti per individuare i responsabili; chi possa dare informazioni utili è pregato di telefonare allo 019/824735 o inviare una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ., o rivolgersi direttamente a Carabinieri, Polizia Municipale, Guardia Forestale e di Finanza, espressamente incaricati di perseguire i maltrattamento di animali. Il reato è  punito dal Codice Penale e prevede la reclusione da 3 a 18 mesi.

Fonte: www.savonanews.it


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Passaggi sotto strada per salvare i selvatici

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Interventi di salvaguardia delle specie animali minacciate dalla presenza di manufatti lineari


Durante la fase di progettazione di un nuovo tracciato stradale, dovranno essere previsti studi atti all'individuazione di "Passaggi per la fauna selvatica". Essi costituiranno elementi di un ecosistema che permetterà alla fauna selvatica di attraversare le barriere costituite dai manufatti lineari (strade, ferrovie, canali).

La presenza di manufatti, e in particolare di quelli a sviluppo lineare, costituiscono elementi in grado di interrompere la continuità ambientale del territorio, producendo un "effetto barriera" nei confronti di numerose specie animali. Molte specie, quali volpi, lepri, ricci, rospi ecc. vengono notevolmente ostacolate nei loro spostamenti, con conseguente modifica della forma e distribuzione dei loro territori ed anche condizionando le principali fasi riproduttive. In molti casi le infrastrutture lineari sono anche causa di impatto diretto sugli animali che le attraversano, a volte con rischi per gli stessi automobilisti coinvolti. Gli effetti negativi dell'interruzione della continuità ambientale provocata da queste barriere, sono poi amplificati in situazioni ambientali e geomorfologiche particolari, come ad esempio nel caso di infrastrutture collocate in fregio a margini di transizione di due ambienti, come ad es. Bosco<-->Zona umida. Il ripristino della continuità ambientale o la riduzione della frammentazione provocata dalla presenza di infrastrutture lineari, spesso non può essere risolta solo con interventi di natura ecosistemica; per consentire alla fauna di superare indenne queste barriere, risulta spesso necessario provvedere alla costruzione di particolari manufatti artificiali.

Si potranno prevedere le seguenti soluzioni:

ponti biologici: sovrappassi o gallerie artificiali utilizzabili soprattutto per ungulati ed altri mammiferi terrestri. La loro realizzazione può prevedere utilizzi multipli, come ad esempio il transito di persone, ecc.
Si dovrà prevedere la formazione della struttura (generalmente in calcestruzzo), movimenti di terra, inerbimenti e piantumazioni, la posa di recinzioni e di opere specifiche per la fauna;

sottopassi: tunnel utilizzabili da anfibi, rettili e mammiferi di mole medio-piccola. La dimensione di detti manufatti dovrà essere valutata in funzione della taglia e delle caratteristiche comportamentali delle specie animali da salvaguardare. Ove possibile si potrà intervenire con interventi di adeguamento o di miglioria degli attraversamenti dei corsi d'acqua.
Si dovrà realizzare una struttura sotto la sede del manufatto, eventuali movimenti di terra per la realizzazione di unità ambientali idonee alla fauna da salvaguardare, la realizzazione di strutture complementari, come ad es. barriere con invito.


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Toscana: Gabbie più grandi per i segugi da caccia Più tutela per tutti gli animali nei canili

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La Regione approva le norme per la custodia e il trasporto. Più controllo anche in mercati, fiere e manifestazioni culturali. Esultano i Verdi che chiedevano massima severità

Toscana: Gabbie più grandi per i segugi da caccia Più tutela per tutti gli animali nei canili

La dimensione dei box per i canili privati viene portata a 8 metri quadri per massimo tre cani, invece dei 4 metri contenuti nella prima bozza di legge. E' la più grossa novità contenuta nel nuovo regolamento approvato dalla giunta regionale toscana in applicazione della legge 59 del 2009 sulla tutela degli animali. Esulta il Verde Mauro Romanelli: "Rossi non ha ceduto alle pressioni del mondo venatorio", dice il consigliere regionale. "I cacciatori sono tenuti anche a far correre i cani ogni giorno, la detenzione a catena viene riportata a 6 ore anziché 12, le commissioni interne alle Asl per valutare la pericolosità e quindi la soppressione del cane dovranno prevedere un veterinario comportamentalista"...

... Leggi tutto alla fonte: firenze.repubblica.it


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