Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Tutela Animali

Cane cieco, Chiesti 40mila euro di risarcimento.Impallinato durante una battuta di caccia

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Cane cieco, 40mila euro di risarcimento. Il proprietario porta in tribunale il cacciatore che ha sparato. "Danni morali e materiali". Incidente durante una battuta di caccia: scatta maxi richiesta.


AREZZO 06.08.2011

Un tesoro di cane. E’ rimasto cieco durante una battuta di caccia, colpito al muso da una scarica di pallini. E ora il padrone del setter non vedente, chiede 40mila euro come risarcimento per il grave danno materiale e morale che sostiene di aver subìto. L’uomo, un 39enne, ha citato in tribunale il collega cacciatore che sparò quel colpo. La somma al centro del caso segna un record (almeno ad Arezzo) per vicende di lesioni riportate da animali. L’atto di citazione è di questi giorni, curato dall’avvocato Gabriele Tofi per conto del proprietario di Stella, il setter inglese di 4 anni la cui vita, purtroppo, è inesorabilmente segnata. Ora non corre più dietro alla selvaggina e alloggia in una speciale cuccia con angoli arrotondati per non farsi male.

Ecco la storia. E’ lo scorso 2 ottobre quando il cacciatore aretino si reca con l’inseparabile cane ad una battuta, nel Senese. Accade che dalla doppietta di un altro appassionato, suo compaesano, parte accidentalmente il colpo che investe Stella. Le conseguenze sono gravi: perdita irreversibile della vista su entrambi gli occhi e ferite che lo rendono zoppo. Sulla dinamica dell’incidente non vi sono dubbi e scatta la classica richiesta all’assicurazione. Ma sulla definizione dell’entità del dramma non viene raggiunto l’accordo. L’offerta della compagnia viene ritenuta non congrua. Addirittura "insignificante" rispetto al valore economico del cane (stimato in 6mila euro), al valore affettivo e a tutte le spese connesse.


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Il lupo torna a essere una preda (ma quei fucili sono un errore)

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Il lupo torna a essere una preda (ma quei fucili sono un errore)

Voto alla Camera: caccia possibile se attaccano bestiame - L'etologo: bisogna fare programmi su lunghi periodi e imparare a conviverci


Di DANILO MAINARDI - La commissione Agricoltura della Camera ha approvato martedì all'unanimità un documento ove si consentirebbe, se diventasse legge, l'abbattimento dei lupi «per prevenire danni importanti al bestiame».

Tutti d'accordo: un documento bipartisan. Tutti d'accordo, però, all'interno della commissione, ma non tra gli studiosi di ecologia e tra i difensori, questi in un'ottica animalista, dello splendido e prezioso predatore. Si sono subito fatti sentire, e assai criticamente, il presidente della Lipu Fulvio Mamone Capria («È scioccante leggere che il principale problema per l'agricoltura italiana sia il lupo, definito un "terrore", con una criminalizzazione inaccettabile») e il consigliere nazionale dell'Enpa, l'ente nazionale per la protezione degli animali, Annamaria Procacci («I danneggiamenti imputabili ai lupi valgono appena cinquantamila euro in tutto il territorio nazionale»). Altre voci dissenzienti certo non mancheranno nei prossimi giorni.

Occorre dire, a commento, che il documento ancora una volta sottolinea la non volontà, oppure forse l'incapacità politica, di affrontare un problema della natura...

Leggi tutto alla fonte: www.corriere.it

 

QUI L'APPELLO - PARTECIPA - SCRIVI COSA PENSI A CHI HA VOTATO QUESTO TESTO


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Ferrazzano (CB) : cane impallinato senza motivi evidenti

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Triste ritrovamento a Ferrazzano (Campobasso), dove un signore al rientro a casa ha trovato il proprio cane riverso su se stesso, in condizioni critiche. Il pronto ricovero in un centro veterinario della città ha portato alla luce il macabro esito: qualcuno ha sparato da molto vicino al povero animale.

Numerosi i pallini rinvenuti dai veterinari ed evidente la bruciatura inferta dal fucile, il cagnolino ha subito un lungo intervento e la prognosi non si può ancora sciogliere. Il muscolo della spalla dell’animale è stato completamente lesionato, ma il recupero è possibile. Ora le indagini devono essere immediate e decise, un primo indizio è la possibilità che chi ha sparato sia un cacciatore, il proiettile, infatti, potrebbe essere di quelli che si aprono in mille pallini una volta sparati.

Fonte: www.greenreporter.it


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100 DAINI CONDANNATI A MORTE NELLA PROVINCIA BAT

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Allevati per il massacro. Leggi la notizia e invia anche tu la lettera-appello!

La Provincia di Barletta Andria Trani (BAT) ha deciso di uccidere 100 daini allevati nell'azienda provinciale Papparicotta, perché in qualche modo "scomodi". Vi sono tanti interrogativi: cosa dovrebbe fare questo "Centro pubblico di allevamento della selvaggina"? A quale scopo questi animali vengono allevati?
Poi, la decisione di ucciderne 100 (non si sa se 100 siano tutti gli animali presenti nell'allevamento o solo una parte) è dovuta al fatto che è stato istituito presso questo allevamento "l’Osservatorio tecnico Faunistico provinciale" e la presenza di daini in questa area "risultava tuttavia in contrasto con le attività previste dall’Osservatorio".
Scriviamo alle istituzioni provinciali per chiedere di lasciare in pace gli animali, qualsiasi "fastidio" essi creino per i fini della Provincia non giustifica certo l'uso della violenza! Se proprio non possono stare lì (ma perché non possono?! E perché sono stati allevati, per poi essere ammazzati?) che vengano spostati in altri parchi protetti della regione.

Invia la lettera di protesta alla pagina http://www.oipaitalia.com/caccia/appelli/daini.html

Scrivi anche tu un appello a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Ogg:  Non ammazziamo i 100 daini dell'azienda provinciale Papparicotta

Gentili Signori, ho saputo della determina dirigenziale con la quale si decide di abbattere 100 daini dell'azienda agricola Papparicotta per far fronte al sovrannumero di capi.Scrivo per comunicare la mia indignazione nei confronti di tale decisione. Ritengo che questa sia la soluzione meno indicata per risolvere il problema. E non ci si può nascondere dietro le normative vigenti che permettono questa strage. Non capisco perché a rimetterci la pelle devono essere quei daini che nessuna colpa hanno. Si cerchi piuttosto di inserirli in parchi.Vorrei anche capire il motivo per cui una provincia allevi degli animali e a cosa sono destinati quei daini allevati.

Auspico che vogliate ripensarci e salvare la vita di quegli animali innocenti.

Distinti saluti, (nome, città)

 

 


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LOMBARDIA - SALVE LE NUTRIE A CHIGNOLO PO

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Con ordinanza n. 13 del 17 maggio 2011 il Comune di Chignolo Po dichiarava l'emergenza nutria e fissava un piano per l'abbattimento controllato di tali Roditori. La LAC, assistita dall'avvocato Massimo Rizzato, ricorreva al TAR, ma nelle more del giudizio il Comune annullava in autotutela il provvedimento impugnato. Con sentenza del 19 luglio, depositata in segreteria il 20 luglio, il TAR della Lombardia (quarta sezione) dichiarava cessata la materia del contendere, e condannava il Comune al pagamento delle spese di giudizio in € 1.000,00 ed al rimborso del contributo unificato in € 500,00.

Fonte: LAC


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PROGETTO LIFE "ARCTOS", COMPLETATA LA PRIMA PARTE DELLA FORMAZIONE DEL PERSONALE ADDETTO ALLA GESTIONE DEGLI ORSI CONFIDENTI

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Al corso, finanziato dall'Unione Europea e organizzato dalla Forestale, hanno partecipato circa 120 operatori che saranno pronti a rispondere alle eventuali emergenze legate alla presenza di orsi "confidenti"

Si è appena conclusa la prima parte del corso di formazione rivolto al personale incaricato di gestire le emergenze connesse alla presenza di orsi cosiddetti "confidenti", legato al progetto Life "ARCTOS" finanziato dall'Unione Europea e che ha nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise il beneficiario principale di una serie di azioni che vedono il coinvolgimento di diversi partner. Tra questi le Regioni Abruzzo, Friuli V.G., Lazio, Lombardia, la Provincia Autonoma di Trento, il Parco Naturale Adamello-Brenta, l'Università "La Sapienza" di Roma, il WWF e ovviamente il Corpo forestale dello Stato cui la UE ha affidato il ruolo di coordinamento delle azioni connesse alla dissuasione, permettendo la messa a punto di modalità e strumenti operativi coordinati per l'attuazione delle misure previste da specifici strumenti normativi come il PACOBACE per l'area alpina ed il PATOM per quella appenninica.

Il corso, organizzato dalla Forestale in collaborazione con gli altri partner del progetto, ha visto la partecipazione di circa 120 operatori provenienti sia da ambiti territoriali appenninici che alpini, dove è maggiore la probabilità che la presenza di un orso possa destare preoccupazione ed allarme, soprattutto dove dell'orso si è persa la memoria ed il ritorno del grande plantigrado è visto con un certo "sospetto" a causa della poca conoscenza delle sue abitudini.


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