Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Tutela Animali

Uccise un piccione 5 anni fa, condannato a pagare 5.000 euro

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Uccise un piccione 5 anni fa, condannato a pagare 5.000 euro

Uccise un piccone, dopo 5 anni condannato a pagare 5.000 euro

30 maggio 2012 - Ha ucciso un piccione, e per questo dopo cinque anni e' stato condannato a pagare 5.160 euro. ...L'uomo era uscito di casa con la doppietta da caccia (che non poteva portare all'esterno dell'abitazione) e aveva sparato a un piccione. Un vigile lo aveva pero' notato e segnalato ai carabinieri che avevano trovato prima penne e sangue, poi la carcassa dell'animale morto in un cortile vicino. ...Nella Mercedes dello sparatore c'era ancora il fucile, senza custodia e con un colpo in canna, mentre a casa c'erano altre armi (stavolta autorizzate), tra cui una pistola Taurus 38 con 5 pallottole nel caricatore tenuta senza le necessarie precauzioni e un centinaio di cartucce non denunciate. Da qui la denuncia e il processo, arrivato finalmente al termine. L'uomo ha patteggiato una pena di 4 mesi e 600 euro di multa, convertiti nella sanzione pecuniaria di 5.160 euro....Leggi l'articolo alla FONTE...


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L’ospizio dei gatti è sotto minaccia-Fucili e cani da caccia invadono la proprietà privata e fanno strage di mici «adottati»

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E' partita una denuncia
Osvaldo ed Herlinde Vivaldelli non ne possono più e si sono rivolti ai carabinieri

di Daniela Ricci - TENNO (TN). Non c’è paradiso in terra se in circolazione ci sono cacciatori, neppure se uno sceglie di trasferirsi in un luogo isolato, bellissimo e tranquillo come San Pietro sulle pendici del monte Calino, nel comune di Tenno. Lo hanno imparato a loro spese Osvaldo Vivaldelli e la moglie Herlinde Wegmann, che a San Pietro abitano da oltre dieci anni.
Lui rivano, della famiglia dei panificatori, lei altoatesina. Entrambi amano vivere immersi nella natura e a contatto con gli animali, di qualsiasi specie. Osvaldo per anni ha avuto il piacere delle visite quotidiane di Pippo, una volpe maschio che prendeva il cibo dalle sue mani e, dopo essersi riempita la bocca, lo portava alla tana per sfamare i suoi cuccioli e la loro madre. Un giorno Pippo è sparito. Erano passati 5 o 6 anni dalla sua prima apparizione e probabilmente era morto di morte naturale, racconta Osvaldo Vivaldelli. Non come il gatto che un mese fa, sotto gli occhi di sua moglie, è stato sbranato da due cani lasciati liberi dai padroni, sicuramente cacciatori.
«Era sabato 3 marzo - racconta Herlinde - e come sempre mi ero alzata verso le 6 e 30. Alle 6 e 45 ho sentito abbaiare. Sono uscita e ho visto due cani entrare nella mia proprietà scavalcando il recinto e assalire uno dei miei gatti. Si chiamava Bello, aveva circa 8 anni ed era di razza norvegese. Lo hanno letteralmente sbranato. Ho agguantato un bastone per spaventare i cani, correndo il rischio di essere aggredita a mia volta, ma era troppo tardi. Il mio bellissimo gatto era morto e i cani si sono allontanati».....LEGGI TUTTO ALLA FONTE: http://trentinocorrierealpi.gelocal.it


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Triste scoperta in Trentino. Un cane da caccia viveva nel ghiaccio, senza cibo né acqua

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Triste scoperta in Trentino. Un animale viveva nel ghiaccio, senza cibo né acqua


17 febbraio 2012 - Si è beccato una denuncia per maltrattamenti un cacciatore e maestro di sci trentino, di Costa di Folgaria, che ha fatto soffrire di freddo il suo cane. L’animale che viveva in pessime condizioni è stato scoperto ieri durante un controllo di Carabinieri e veterinari dell’Asl. Il suo unico riparo era una baracca di lamiera.

IL GHIACCIO E LA FAME - Per bere aveva a disposizione un secchio di ghiaccio. La sua ciotola era vuota. Racconta la storia il Trentino:

Non è sicuramente l’unico a comportarsi così, in quel rapporto strano tra cane e cacciatore sul quale l’aneddotica si potrebbe sprecare, ma nel suo caso qualcuno se ne è accorto. Ed un sopralluogo alla baracca di lamiera dove lo spinone di un settanduenne maestro di sci di Costa era «custodito», ha subito convinto veterinario, animalisti, carabinieri e forestali: in quelle condizioni, un animale, per forte che sia, non si può tenere. Sono due mesi che l’Enpa tiene la situazione monitorata. E il 20 gennaio carabinieri e veterinario dell’Asl avevano compiuto un sopralluogo proprio su segnalazione degli animalisti. Malgrado il freddo di una località a 1200 metri di altezza in questa stagione, il cane sembrava abbandonato a se stesso. Come ricovero una baracca di lamiera da cantiere, chiusa con catena e lucchetto, dalla quale entrava ed usciva da un buco. Un secchio di ghiaccio per bere. Una ciotola vuota e nessuna certezza sulla cadenza con cui qualcuno gli portava da mangiare. Nella baracca un po’ di tutto, e nel piccolo spazio all’esterno nel quale si poteva muovere, escrementi di settimane se non di mesi. Il proprietario era stato contattato ed invitato ad un comportamento più umano: ripulire il piazzale, nutrire adeguatamente l’animale, creare un ricovero con materiali diversi, magari anche dentro la baracca, che consenta al cane di avere un riparo un po’ più efficace dal gelo. Ieri, 24 giorni dopo, la verifica. E al di là di un po’ di erba secca sparsa a coprire gli escrementi, nulla di diverso da allora. Forestali e carabinieri hanno disposto il sequestro del cane, affidato all’Enpa che l’ha poi portato al canile Pan Eppaa di Rovereto. Il proprietario è stato segnalato alla procura ipotizzando il maltrattamento di animali. Fonte: www.giornalettismo.com


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- La fauna selvatica è stremata dal gelo.

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14.02.2012 - La fauna selvatica è stremata dal gelo. Sette civette, quattro istrici, due caprioli, un airone e un gheppio sono stati salvati solo nel corso dell’ultimo fine settimana dai volontari del Pettirosso. Gli animali erano al limite per le difficoltà di procurarsi cibo e acqua. Gli interventi, effettuati in maggior parte sulla base di segnalazioni private, si sono concentrati soprattutto in Appennino, dove è stato anche recuperato un capriolo forse azzannato da cani. A Pievepelago un cittadino ha salvato un istrice, ospitandolo in garage, per poi consegnare l’animale al Centro fauna quando le strade sono tornate percorribili. Ma non sono mancati i problemi anche in pianura: a Bomporto sono stati recuperati nella neve un airone e un gheppio; a Modena, Sassuolo e Castelnuovo i volontari hanno recuperato diverse civette in difficoltà. Il centro opera in convenzione con la Provincia. Fonte: www.trc.mo.it


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NEVICATE: L'ISPRA SALVA CAPRIOLI E DAINI IN PROVINCIA DI PESARO E URBINO

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COMUNICATO STAMPA LAC MARCHE - 13.02.2012

NEVICATE: L'ISPRA SALVA CAPRIOLI E DAINI IN PROVINCIA DI PESARO E URBINO


A causa delle eccezionali nevicate che negli ultimi 15 giorni hanno interessato le Marche e in particolare l’entroterra della Provincia di Pesaro e Urbino, l’ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale, su apposita istanza della LAC e del WWF, ha richiesto alla Regione Marche l’immediata sospensione della caccia di selezione a capriolo e daino in quella Provincia. Come si ricorderà, la Giunta regionale con la D.G.R. n. 31 del 16/01/2012, aveva disposto la prosecuzione del Piano di prelievo selettivo dei cervidi (Capriolo e Daino) nella Provincia di Pesaro e Urbino fino al 15 marzo 2012, sulla base dei dati faunistici forniti dall’Osservatorio Faunistico Regionale. Ora l’ISPRA, a seguito delle forti nevicate che hanno colpito in questo mese di febbraio la Provincia di PU, ritiene che le popolazioni locali di capriolo e daino siano state interessate da elevati tassi di mortalità e quindi che i dati di censimento dei cervidi forniti dall’Osservatorio Faunistico regionale e su cui si basava il piano di prelievo, non possono essere considerati più attuali ed attendibili. Da qui la richiesta di sospensione e quindi di annullamento del piano di prelievo perché, sostiene l’ISPRA, la reale consistenza numerica delle popolazioni di capriolo e daino nella Provincia di Pesaro e Urbino potrà essere verificata solo attraverso i prossimi censimenti primaverili. Come LAC ci riteniamo ovviamente soddisfatti per questa presa di posizione dell’ISPRA, che ringraziamo per la consueta tempestività, serietà ed autorevolezza. Le eccezionali nevicate dei giorni scorsi rappresentano comunque l’ennesima “lezione” che ci impartisce la Natura che, tramite la sua “selezione naturale”, è perfettamente in grado, da sola, di ristabilire i giusti equilibri fra le diverse specie animali che popolano la Terra. A dimostrazione dell’assoluta inutilità degli interventi umani, come la “caccia di selezione”, che non hanno nulla di scientifico o di etico, ma sono solo il pretesto per alimentare il grande business economico che ruota attorno alla ristorazione specializzata in cacciagione e alle potenti lobbies dei cacciatori e dei produttori di armi e munizioni.

Danilo Baldini – Delegato responsabile della LAC per le Marche


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NEWS FLASH 11/25 gennaio 2012 - TUTELA ANIMALI e CACCIA

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IN AGGIORNAMENTO...

NEWS FLASH 11/25 gennaio 2012 - TUTELA ANIMALI e CACCIA

23.01.2012 Asti. I Carabinieri hanno avviato indagini per identificare i responsabili della morte di Ronnie, un cane di razza Golden Retriever, ucciso nelle campagne di Revigliasco d'Asti. L'animale sfuggito al controllo dei proprietari è stato ritrovato poco dopo la sua scomparsa riverso a terra in una pozza di sangue. I padroni non riescono a comprendere tanta ferocia da parte dell'uomo per un cane buono e docile. Gli investigatori non esclusono che il cane possa essere stato vittima in un incidente di caccia..Fonte: www.atnews.it

21.01.2012 Bologna. Il lupo semiparalizzato e salvato ora si chiama Navarre. L’hanno chiamato Navarre, il lupo semiparalizzato salvato a Camugnano, nel bolognese, negli scorsi giorni. Ed è ormai confermato che dalle radiografie sono risultati piantati nel suo corpo ben 35 pallini di piombo da 44 mm. Una fucilata, dunque, è la causa della paralisi del giovane lupo, trovato quasi morente nelle acque gelide del fiume Limentra... Fonte: http://all-4animals.com

LA STORIA DI NAVARRE QUI: www.provincia.bologna.it

13.01.2012 Napoli. Cane precipita in un burrone salvato dai vigili del fuoco. Ha lavorato per oltre sei ore una squadra dei vigili del fuoco per recuperare un cane che, durante una battuta di caccia, era finito in un burrone profondo duecento metri. L'incidente è accaduto in località Pian del comune di Bova. Per recuperare il cane i Vigili del Fuoco di Melito P.S., assieme agli specialisti del Nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale) ...Fonte: http://www3.lastampa.it

13.01.2012 Grosseto. Cani da cinghiale asfissiati nell'auto. Indagini dei carabinieri dopo una battuta di caccia. L'episodio sarebbe accaduto a Castiglione della Pescaia. Segnalazione anonima ha fatto scoprire il caso. Gli esemplari sarebbero stati dimenticati nella macchina esposta al sole. Quattro cani morti asfissiati in un'auto, mentre i cacciatori erano intenti in una battuta al chinghiale. E una segnalazione anonima che adesso fa scattare le indagini dei carabinieri. Orrore a Castiglione della Pescaia, nella zona delle Rocchette, dove lo scorso 29 dicembre, nell'auto di un cacciatore, sarebbero morti quattro esemplari, secondo le indagini effettuate dall'Arma, anche se il portale "Geapress" riferisce che i cani, tutti addestrati per la caccia al cinghiale, dovrebbero essere otto... Fonte: www.lanazione.it


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