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Cane cieco, Chiesti 40mila euro di risarcimento.Impallinato durante una battuta di caccia

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Cane cieco, 40mila euro di risarcimento. Il proprietario porta in tribunale il cacciatore che ha sparato. "Danni morali e materiali". Incidente durante una battuta di caccia: scatta maxi richiesta.


AREZZO 06.08.2011

Un tesoro di cane. E’ rimasto cieco durante una battuta di caccia, colpito al muso da una scarica di pallini. E ora il padrone del setter non vedente, chiede 40mila euro come risarcimento per il grave danno materiale e morale che sostiene di aver subìto. L’uomo, un 39enne, ha citato in tribunale il collega cacciatore che sparò quel colpo. La somma al centro del caso segna un record (almeno ad Arezzo) per vicende di lesioni riportate da animali. L’atto di citazione è di questi giorni, curato dall’avvocato Gabriele Tofi per conto del proprietario di Stella, il setter inglese di 4 anni la cui vita, purtroppo, è inesorabilmente segnata. Ora non corre più dietro alla selvaggina e alloggia in una speciale cuccia con angoli arrotondati per non farsi male.

Ecco la storia. E’ lo scorso 2 ottobre quando il cacciatore aretino si reca con l’inseparabile cane ad una battuta, nel Senese. Accade che dalla doppietta di un altro appassionato, suo compaesano, parte accidentalmente il colpo che investe Stella. Le conseguenze sono gravi: perdita irreversibile della vista su entrambi gli occhi e ferite che lo rendono zoppo. Sulla dinamica dell’incidente non vi sono dubbi e scatta la classica richiesta all’assicurazione. Ma sulla definizione dell’entità del dramma non viene raggiunto l’accordo. L’offerta della compagnia viene ritenuta non congrua. Addirittura "insignificante" rispetto al valore economico del cane (stimato in 6mila euro), al valore affettivo e a tutte le spese connesse.

 

Da qui l’iniziativa legale. Il padrone del cane passa alle carte da bollo. Nell’atto di citazione, dopo aver sintetizzato il rapporto tutto speciale tra padrone e cane, compagno di trasferte venatorie in Iran, Polonia, Croazia, Romania e Svezia, si elencano (monetizzandoli) tutti i contraccolpi subìti. In primo luogo l’acquisto di un nuovo cane di pari valore, poi i costi di mantenimento di entrambi gli animali, le spese di cura intese come visite, controlli veterinari e terapie per la povera Stella. Migliaia e migliaia di euro per sostenere il cane che, nonostante le condizioni di menomazione, l’uomo vuol tenere accanto a sé fino alla fine. Ma il padrone di Stella mette in conto anche il danno "morale ed esistenziale provocato dall’incidente". Lo "strazio" e il "dolore" di vederlo ridotto in quella maniera. Messe insieme tutte le voci, si raggiunge la considerevole cifra di 40mila euro circa. Se l’istanza è meritevole di accoglimento e in quale misura, dovrà stabilirlo il giudice del tribunale di Arezzo. La prima udienza il 21 dicembre.
Indennizzo di caccia. Fonte: www.foianoinpiazza.it

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