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NEVICATE: L'ISPRA SALVA CAPRIOLI E DAINI IN PROVINCIA DI PESARO E URBINO

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COMUNICATO STAMPA LAC MARCHE - 13.02.2012

NEVICATE: L'ISPRA SALVA CAPRIOLI E DAINI IN PROVINCIA DI PESARO E URBINO


A causa delle eccezionali nevicate che negli ultimi 15 giorni hanno interessato le Marche e in particolare l’entroterra della Provincia di Pesaro e Urbino, l’ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale, su apposita istanza della LAC e del WWF, ha richiesto alla Regione Marche l’immediata sospensione della caccia di selezione a capriolo e daino in quella Provincia. Come si ricorderà, la Giunta regionale con la D.G.R. n. 31 del 16/01/2012, aveva disposto la prosecuzione del Piano di prelievo selettivo dei cervidi (Capriolo e Daino) nella Provincia di Pesaro e Urbino fino al 15 marzo 2012, sulla base dei dati faunistici forniti dall’Osservatorio Faunistico Regionale. Ora l’ISPRA, a seguito delle forti nevicate che hanno colpito in questo mese di febbraio la Provincia di PU, ritiene che le popolazioni locali di capriolo e daino siano state interessate da elevati tassi di mortalità e quindi che i dati di censimento dei cervidi forniti dall’Osservatorio Faunistico regionale e su cui si basava il piano di prelievo, non possono essere considerati più attuali ed attendibili. Da qui la richiesta di sospensione e quindi di annullamento del piano di prelievo perché, sostiene l’ISPRA, la reale consistenza numerica delle popolazioni di capriolo e daino nella Provincia di Pesaro e Urbino potrà essere verificata solo attraverso i prossimi censimenti primaverili. Come LAC ci riteniamo ovviamente soddisfatti per questa presa di posizione dell’ISPRA, che ringraziamo per la consueta tempestività, serietà ed autorevolezza. Le eccezionali nevicate dei giorni scorsi rappresentano comunque l’ennesima “lezione” che ci impartisce la Natura che, tramite la sua “selezione naturale”, è perfettamente in grado, da sola, di ristabilire i giusti equilibri fra le diverse specie animali che popolano la Terra. A dimostrazione dell’assoluta inutilità degli interventi umani, come la “caccia di selezione”, che non hanno nulla di scientifico o di etico, ma sono solo il pretesto per alimentare il grande business economico che ruota attorno alla ristorazione specializzata in cacciagione e alle potenti lobbies dei cacciatori e dei produttori di armi e munizioni.

Danilo Baldini – Delegato responsabile della LAC per le Marche

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