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Triste scoperta in Trentino. Un cane da caccia viveva nel ghiaccio, senza cibo né acqua

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Triste scoperta in Trentino. Un animale viveva nel ghiaccio, senza cibo né acqua


17 febbraio 2012 - Si è beccato una denuncia per maltrattamenti un cacciatore e maestro di sci trentino, di Costa di Folgaria, che ha fatto soffrire di freddo il suo cane. L’animale che viveva in pessime condizioni è stato scoperto ieri durante un controllo di Carabinieri e veterinari dell’Asl. Il suo unico riparo era una baracca di lamiera.

IL GHIACCIO E LA FAME - Per bere aveva a disposizione un secchio di ghiaccio. La sua ciotola era vuota. Racconta la storia il Trentino:

Non è sicuramente l’unico a comportarsi così, in quel rapporto strano tra cane e cacciatore sul quale l’aneddotica si potrebbe sprecare, ma nel suo caso qualcuno se ne è accorto. Ed un sopralluogo alla baracca di lamiera dove lo spinone di un settanduenne maestro di sci di Costa era «custodito», ha subito convinto veterinario, animalisti, carabinieri e forestali: in quelle condizioni, un animale, per forte che sia, non si può tenere. Sono due mesi che l’Enpa tiene la situazione monitorata. E il 20 gennaio carabinieri e veterinario dell’Asl avevano compiuto un sopralluogo proprio su segnalazione degli animalisti. Malgrado il freddo di una località a 1200 metri di altezza in questa stagione, il cane sembrava abbandonato a se stesso. Come ricovero una baracca di lamiera da cantiere, chiusa con catena e lucchetto, dalla quale entrava ed usciva da un buco. Un secchio di ghiaccio per bere. Una ciotola vuota e nessuna certezza sulla cadenza con cui qualcuno gli portava da mangiare. Nella baracca un po’ di tutto, e nel piccolo spazio all’esterno nel quale si poteva muovere, escrementi di settimane se non di mesi. Il proprietario era stato contattato ed invitato ad un comportamento più umano: ripulire il piazzale, nutrire adeguatamente l’animale, creare un ricovero con materiali diversi, magari anche dentro la baracca, che consenta al cane di avere un riparo un po’ più efficace dal gelo. Ieri, 24 giorni dopo, la verifica. E al di là di un po’ di erba secca sparsa a coprire gli escrementi, nulla di diverso da allora. Forestali e carabinieri hanno disposto il sequestro del cane, affidato all’Enpa che l’ha poi portato al canile Pan Eppaa di Rovereto. Il proprietario è stato segnalato alla procura ipotizzando il maltrattamento di animali. Fonte: www.giornalettismo.com

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