Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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NEWS TUTELA ANIMALI-CACCIA-SETTEMBRE 2012

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NEWS TUTELA ANIMALI - CACCIA-SETTEMBRE 2012

- COORDINAMENTO CONTRO LA CACCIA AL CAPRIOLO IN PROVINCIA DI MACERATA.

L'Amministrazione Provinciale di Macerata ha autorizzato con D. DIRG. n.279 - 10° settore del 01/08/12 e DGP n. 280 del 13/09/12 la CACCIA AL CAPRIOLO (anche ai CUCCIOLI) NELLA PROVINCIA DI MACERATA. 

I provvedimenti sono stati adottati con il voto favorevole, oltre che del Presidente PETTINARI ANTONIO, anche degli assessori BIANCHINI MASSIMILIANO, BIAGIOLA ALESSANDRO, LIPPI LEONARDO, PALOMBINI GIORGIO, TORRESI GIOVANNI.

MARIANI PAOLA risulta assente, ma è uscita dall'aula nelle fasi di voto per non esprimersi in merito!

I firmatari di questa petizione CHIEDONO ALL'AMMINISTRAZIONE DELLA PROVINCIA DI MACERATA L'IMMEDIATO ANNULLAMENTO DI TUTTI GLI ATTI CON CUI AUTORIZZA LA CACCIA AL CAPRIOLO per il mancato rispetto della normativa vigente, la scarsa chiarezza tecnico-scientifica, amministrativa, politica e per garantire la sicurezza pubblica.

La Provincia di Macerata, tenendo fede alle promesse fatte in campagna elettorale ai cacciatori dal suo presidente Pettinari, ha autorizzato la caccia di selezione al capriolo  su tutto il territorio provinciale, nonostante non sussistano in alcun modo le necessità di emergenza e le motivazioni scientifiche per una tale carneficina.

Vi prego quindi di sottoscrivere la PETIZIONE contro questa spregevole caccia. LAC Marche> VAI ALLA PETIZIONE

 

- Sicilia: E’ caccia alla caccia. Piovono ancora polemiche sulla stagione venatoria 2012/2013. 08.09.2012 - A Santa Venerina gatti impallinati. Dopo il provvedimento del Tar di Palermo, che ha sospeso il calendario emanato dall’assessorato regionale su ricorso delle associazioni animaliste, ecco il “caso Santa Venerina” dove i cacciatori sparano ai gatti probabilmente scambiandoli per conigli, e una dura nota dell’Enpa contro l’assessore regionale delle Risorse agricole e alimentari, Francesco Aiello. Iniziamo dall’incredibile notizia che giunge dalle pendici dell’Etna, esattamente da Santa Venerina, in provincia di Catania, dove c’è chi ha messo in vendita la propria casa per paura dei cacciatori con la vista annebbiata:Vendesi perché i cacciatori mi sparano dentro casa”...Leggi tutto alla fonte:  www.ienesiciliane.it

 

- Atroce morte di un cane impigliato in una rete
20.09.2012 - E’ accaduto a Montecchio. E’ morto dopo ore, forse un giorno intero di agonia. Strozzato dal suo collare rimasto incastrato nella recinzione, che delimita la cava Spalletti, tra i Comuni di Montecchio e Sant’Ilario. E’ la fine terribile e straziante che ha fatto un cane da caccia, un segugio tre colori che domenica era in zona con il suo proprietario. A fare la macabra scoperta sono stati il lavoratori della stessa cava, martedì mattina. Quando sono andati al lavoro hanno subito notato il cadavere dell’animale e hanno dato l’allarme. Ma la notizia ha fatto in fretta il giro del paese, scatenando la rabbia di tante persone a cui sta a cuore il benessere degli animali. E ora il caso è sotto la lente della Forestale, che sta verificando se ci sono responsabilità da parte del proprietario per quello che è accaduto. Il cacciatore in questione è un toscano di Massa, autorizzato a sparare nel territorio reggiano dall’Atc 3. E che domenica, evidentemente, si trovava non lontano dalla cava, in cui è vietato cacciare....Leggi tutto alla fonte:  gazzettadireggio.gelocal.it

- Cane ucciso da un colpo di fucile È un segugio, stava giocando nell’orto.
19 settembre 2012 - La disperazione del suo padrone che era lì vicino «Ho sentito uno sparo, l’ho trovato morto poco dopo». Follonica. Lo chiamava fischiando, come faceva sempre. Ma Scooby non rispondeva. Non correva, come sempre. Il suo padrone, Franco Ferraro ha iniziato così a cercarlo, nei campi di Santa Eugenia, a Follonica. «È là, morto» gli ha detto un ragazzo che passava da quelle parti. Lo sparo di un fucile gli ha perforato un fianco, all’altezza dell’intestino...Leggi tutto alla fonte:  iltirreno.gelocal.it/grosseto

- Coniglietti trafitti da frecce: caccia ai barbari. 24 settembre 2012 - Conigli come bersagli trafitti in un parcheggio, per giunta da distanza vile. Perché se il tipo di balestra da cui sono stati scagliati i dardi è infallibile anche da 25 metri, le ferite sugli animali trovati sabato pomeriggio a Desenzano dalle Guardie Ecozoofile dell'A.n.p.a.n.a. «raccontano» di colpi scagliati da non più di una ventina di passi. Così, il parcheggio fuori da villa Tassinara, a Rivoltella - dove si è spontaneamente formata una colonia di conigli nani - è stato trasformato in un poligono di tiro per pistole-balestra. Le guardie dell'associazione, giunte sul posto in seguito a una segnalazione, hanno trovato due esemplari letteralmente passati da parte a parte da frecce di plastica dura con la punta d'acciaio. Miracolosamente gli animali erano vivi....Leggi tutto alla fonte:  www.giornaledibrescia.it

 

- Andora, gatta ferita ad una zampa con una tagliola: soccorsa dall'Enpa. 24.09.2012 - Andora. E’ rimasta ferita a causa di una tagliola e poi, con la zampina martoriata, si è trascinata fino alle casette della colonia felina di Conna, frazione di Andora. Una vecchia gatta è stata poi soccorsa dai volontari della Protezione Animali di Savona e portata da un veterinario, che le ha suturato una grave ferita procuratale da una tagliola alla zampa. “I volontari sono esasperati dalla presenza di lacci e tagliole nei boschi circostanti, che uccidono o feriscono in modo vigliacco e crudele animali domestici e selvatici. La stessa gatta era stata ferita l’anno scorso nello stesso modo” spiegano dall’Enpa....Leggi tutto alla fonte:  www.ivg.it

 

- Brescia: i leprotti orfani – figli della siccità e della caccia. La mamma è stata uccisa in un battuta di caccia (regolare). 29.09.2012 - GEAPRESS – I fatti sono accaduti nella bassa bresciana. Quattro leprotti, probabili orfani dei cacciatori, hanno rischiato di morire di fame. Questo sarebbe sicuramente successo senza l’intervento di due signore che avevano già notato la presenza della famigliola nei pressi di un giardino. Tutto stava filando liscio ma poi, con l’apertura della caccia, la mamma lepre non ha fatto più ritorno. I quattro piccoli, così, hanno iniziato a deperirsi. Ivonne e Francesca, questi i nomi delle due signore, iniziano subito una lunga trafila di telefonate. Infine, riescono a trovare la pronta disponibilità del Comandante Isidoro Furlan, Vice Questore Aggiunto del Corpo Forestale dello Stato e del Centro di Recupero “Il Pettirosso”, di Modena. La consegna dei leprotti al Comandante Furlan e a Piero Milani, responsabile de “Il Pettirosso”, avviene a Valeggio sul Minicio, in provincia di Verona. Secondo il Vice Questore Furlan quei quattro cuccioli non avevano oltre cinque giorni di vita. Un parto sicuramente inusuale, quello di fine settembre. Per il dott. Furlan è un sicuro effetto della siccità che ha modificato i bioritmi posticipando la stagione riproduttiva...Leggi tutto alla fonte:  www.geapress.org

 

FERRARA - Niente caccia al piccione. Il Tar "salva" i volatili. 29.09.2012 -  Annullata l'ordinanza del sindaco di Poggio Renatico (Ferrara), che dava via libera all'abbattimento degli uccelli su tutto il territorio comunale. A Bologna, intanto, si pensa di affrontare il problema con una campagna di sterilizzazione. La caccia al piccione in città? Vietata. Lo ha stabilito il Tar di Bologna, che ha accolto il ricorso della Lac (la lega per l'abolizione della caccia) e annullato un'ordinanza del comune di Poggio Renatico, in provincia di Ferrara, che autorizzava i cacciatori ad aprire le ostilità contro i (fastidiosissimi) volatili. L'ordinanza, si legge nella sentenza del tar, risale all'agosto del 2011: in pratica, autorizzava i cacciatori locali a catturare e abbattere i piccioni domestici presenti sul territorio comunale. Il tribunale osserva che il provvedimento del comune deve essere qualificato come ordinanza "extra ordinem", ovvero "adottata sulla base degli straordinari poteri riconosciuti al sindaco in particolari situazioni di contingibilità e urgenza in materia di ordine e sanità pubblici".

Dunque, al Tar risulta fondata la contestazione della Lac, secondo cui l'ordinanza presenta "carenza di motivazione". Infatti, prosegue la sentenza, il provvedimento comunale non indica, come invece avrebbe dovuto fare, "quali siano gli effettivi pericoli per la salute pubblica derivanti dalla presenza di tale specie anomale, nonché le ragioni per le quali tali pericoli non possono essere affrontati mediante gli ordinari strumenti" previsti dalla normativa. Non solo: l'ordinanza non specifica altri elementi essenziali, come il numero di piccioni presenti sul territorio e il numero ritenuto in eccesso, dunque da abbattere. Allo stesso modo per il Tar merita accoglimento un altro fatto messo nero su bianco dalla Lac nel ricorso: anche se ipoteticamente si ritenesse "legittimo l'ordine di abbattimento", in nessun caso l'ordinanza avrebbe potuto autorizzare indistintamente tutti i cacciatori presenti sul territorio comunale. La legge sulla caccia del '92 affida infatti a soggetti specifici l'abbattimento pianificato di animali: le guardie venatorie provinciali - che possono a loro volta avvalersi dei proprietari di fondi su cui si attuano i piani di abbattimento, purché muniti di licenza di caccia -, le guardie forestali e quelle comunali, anch'esse a patto che abbiano la licenza. Il caso Bologna. L'eccessivo numero di piccioni è stato sollevato nei giorni scorsi anche sotto le due torri, dall'assessore all'Ambiente Patrizia Gabellini. La quale, spiegando che il Comune sta ancora valutando i possibili interventi, aveva però optato per una soluzione molto meno cruenta: non l'abbattimento, bensì una campagna di sterilizzazione...Leggi tutto alla fonte:  .bologna.repubblica.it

 

- Il cinghiale ammazzato per la crisi. 17.09.2012 - Un esemplare di 70 kg è stato ucciso in un centro abitato. Per l'assenza di fondi è stato impossibile far intervenire i veterinari. A Cumiana, in provincia di Torino, è stato ucciso un cinghiale di piccola taglia che aveva perso l’orientamento e si era rifugiato nel centro abitato. Una volta accerchiato i cacciatori non ci hanno pensato due volte ad ammazzarlo. A causa della crisi e della mancanza di fondi è stato impossibile far intervenire i veterinari della provincia. ACCERCHIATO E COLPITO – Del caso parla oggi La Stampa: Aveva perso l’orientamento, forse si era spaventato per le battute dei cacciatori che proprio ieri erano alla loro prima uscita e proprio contro la sua specie. Fatto sta che un cinghiale si è presentato in piazza a Cumiana, ha sfiorato una bimba in un parco giochi per poi rifugiarsi nel giardino della casa di risposo San Giuseppe e questo ha decretato la sua fine...Leggi tutto alla fonte:  www.giornalettismo.com



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