Associazione Vittime della caccia

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Caccia: La scomoda verità dei numeri delle vittime indigna il mondo venatorio

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COMUNICATO STAMPA

Sapevamo che le cifre sui morti e feriti per armi da caccia (presentate giovedì 3 febbraio nel nostro annuale dossier in Senato) avrebbero, per l'ennesima volta,  fatto gridare allo scandalo chi difende il mondo filocaccia.

Alla Conferenza Stampa si sono presentati  esponenti del mondo venatorio e referenti politici dello stesso, a partire dal Senatore Carrara, i quali prima ancora di venire in possesso del dossier lo hanno contestato, quindi senza conoscerlo, confermando il loro preciso intento denigratorio e delegittimante nei confronti dei dati prodotti.

Puntuale e immediata è partita la crociata in difesa dei cacciatori: dal Senatore Carrara, passando per Federcaccia, CNCN e Face Italia... fino a Giovanardi.

L'Associazione Vittime della Caccia respinge con sdegno le accuse di sciacallaggio, strumentalizzazione delle tragedie, indegno polverone mediatico, falsità sui dati delle vittime.

Le cifre sui morti e feriti della stagione venatoria 2010-2011 costituiscono un dossier assolutamente veritiero in quanto scaturite dalle rassegne stampa monitorate sistematicamente e riportate integralmente nel dossier stesso.

Negare l'oggetiva verità dei dati documentati dalla nostra Associazione, sminuirli al rango di tragiche fatalità, discettare su astruse comparazioni con altre attività umane o sportive comportanti tragici accadimenti, è un'operazione atta a distorcere, occultandola, una realtà che per gli italiani è incontrovertibile: il prezzo in vite umane che la caccia e l'uso di armi da caccia determina ogni anno non è più accettabile.

E' bene ribadire che la questione sicurezza non può, non deve sottostare a nessun interesse di parte, men che meno a quello del mondo venatorio.

E' altresì doveroso rimarcare che il danno derivante dalle doppiette si conclama anche in altri non meno gravi aspetti: il disturbo della quiete pubblica, l'invasione dei fondi privati da parte di gente armata, il danno al turismo ed alle attività agricole.

Non di minore portata sono i tanti casi di soprusi ai danni di chi paradossalmente ha scelto la "pace" della campagna ed i troppi animali domestici barbaramente feriti ed uccisi dai cacciatori.

Ma questa ennesima levata di scudi del mondo venatorio in realtà evidenzia quanto l'argomento "vittime della caccia" sia scomodo ed abbia scoperto il nervo più sensibile della problematica da noi denunciata, ribadendo sempre di più l'arroccamento su posizioni vetuste ed arcaiche di questo mondo ed un'autoreferenzialità che è pura miopia. Queste realtà venatorie sono dunque ben lontane dall'intercettare le sensibilità della maggioranza degli italiani.

Del resto in questi ultimi due anni la lobby venatoria si è impegnata soltanto a cercare di ottenere sul piano legislativo e normativo una caccia ancora più permissiva ed invasiva, deroghe regionali contrarie alle Direttive Comunitarie e per le quali l'Italia deve pagare multe salatissime... altro che ragionare sulla sicurezza dei cittadini!

Bene ha fatto il Ministro del Turismo Brambilla, in ragione del suo ruolo istuzionale, a puntare il dito su tutte le problematiche che da anni la nostra Associazione cerca di evidenziare, dimostrando un'attenzione ed un recepimento totalmente in linea con le preoccupazioni della stragrande maggioranza dei cittadini.

Siamo quindi onorati di rappresentare idealmente tutti coloro che ci scrivono e chiedono aiuto per... difendersi dai cacciatori.

Ufficio Stampa, Associazione Vittime della caccia - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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