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LETTERA APERTA -Nemesi dell’Ipocrisia. L'incoerenza del sindaco Tosi e le vittime della caccia

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COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - 24.10.2011

LETTERA APERTA AL SINDACO DI VERONA

Nemesi dell’Ipocrisia. L'incoerenza del sindaco Tosi e le vittime della caccia.

Il recente ferimento di un ragazzo da parte del sindaco di Verona Flavio Tosi, durante una battuta di caccia alla lepre in Friuli, assume toni grotteschi visto quanto pronunciato dal sindaco stesso un anno fa a proposito di un altro incidente di caccia riguardante un ciclista impallinato in uno dei comuni della Lessinia, provincia di Verona .

In quell’occasione Tosi, che è anche presidente Veneto di Federcaccia si dichiarava “allibito” (VEDI ARTICOLO: http://www.larena.it/stories/Cronaca/185830__sullincidente_il_sindaco__allibito/) e stigmatizzò preoccupato l’accaduto con le seguenti parole… «Da cacciatore trovo inverosimile quello che è successo... È di una gravità inaudita sparare a casaccio, per di più in campo aperto. In questo caso non si può nemmeno parlare di superficialità. Per fortuna ci sono norme severe sia amministrative che penali, in primis il ritiro della patente di caccia perché non si può essere così sprovveduti e così sciocchi». Tosi, continuava: «In Veneto ci sono 50mila cacciatori e chi si comporta male è un'esigua minoranza che le norme, lo ripeto, per fortuna puniscono severamente»

Bene, allora ci spieghi la differenza tra lei e il cacciatore che impallinò il ciclista un anno fa, perché come da lei dichiarato alla stampa (VEDI ARTICOLO: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/veneto/2011/10/17/visualizza_new.html_670727696.html) il suo incidente è una cosa "banale" da minimizzare e l'altro incidente invece era da stigmatizzare?

Pensa di godere di uno speciale trattamento perché è sindaco?

Non ritiene il sindaco che il recente grave episodio di cui è responsabile dovrebbe comportare nei suoi confronti la stessa severità? Non ritiene il presidente veneto di Federcaccia che a fronte del ferimento di cui è responsabile, il ritiro della licenza di caccia è un atto penalmente dovuto, necessario e responsabile?

Non si scappa, Sindaco, dalle proprie responsabilità, specie quando si ha un’arma carica in ambiente non protetto (come invece potrebbe essere un poligono)! Abbia il coraggio di prendere una decisione onorevole e dignitosa e riconsegni la sua licenza di caccia! Sia coerente Tosi, come persona, come presidente di un'associazione, ma soprattutto come Primo Cittadino di Verona che, se permette, per competenze istituzionali è la prima Autorità locale a garanzia della salute e della sicurezza dei cittadini. Bell'esempio!

Inoltre, siamo tutti “allibiti” anche per il cinismo dimostrato quando, banalizzando il ferimento da lei causato, pensa che l'assicurazione sistemi tutto. Allibiti siamo noi, non lei per il putiferio di questa notizia!

Minimizzare o glissare, non è accettabile, anzi, proprio quanto a Lei accaduto, dovrebbe farla riflettere sulla pericolosità dell'anacronistica pratica a cui è appassionato, e convincerla che il prezzo in vite umane (ed animali) che ogni stagione venatoria registra, è davvero troppo alto e drammatico.

Perché vede, sindaco Tosi, lei stesso ha dichiarato che le immagini sanguinolente dei manifesti che una decina di giorni fa il Movimento No alla Caccia voleva affiggere nella “sua” città erano troppo cruente da mostrare. La caccia è questo, lei lo sa bene, è inutile che voglia occultarlo.

Abbia il coraggio e la dignità per almeno una decisione onesta: riconsegni la sua licenza di caccia o lasci la poltrona di sindaco.

Pensiamo che lei debba farsi un bagno di umanità, scendendo dal piedistallo e immergendosi tra... la gente comune. Perché la legge è uguale per tutti... o no?!

Daniela Casprini, Presidente Associazione Vittime della caccia

 

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