Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

EMERGENZA SICCITA' E INCENDI. FERMARE QUALSIASI FORMA DI CACCIA: UN ATTO DOVUTO!

E-mail Stampa PDF

COMUNICATO STAMPA ASSOCAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

 

EMERGENZA SICCITA' E INCENDI.

FERMARE QUALSIASI FORMA DI CACCIA: UN ATTO DOVUTO!

Di fronte all'allarme siccità lanciato dalla Coldiretti Veneto prima e dalle stesse autorità regionali successivamente, al punto di chiedere lo stato di calamità naturale da parte del Governatore Zaia, si impone un'attenta e responsabile valutazione delle conseguenze che preaperture, anticipo delle date per l'addestramento cani e della caccia a diverse specie (merlo, tortora ghiandaia, gazza, cornacchia nera e cornacchia grigia)  determineranno sulla fauna selvatica, uccelli e  mammiferi, già stremata e ridotta numericamente dalla grave mancanza d'acqua.

A ribadire l'allarme è l'Associazione Vittime della Caccia, attraverso la sua presidente, Daniela Casprini che dichiara "il repentino cambio di rotta con cui un Giudice del TAR Veneto, facente funzioni del Presidente andato in ferie dopo pochi giorni aver accolto l'istanza di sospiva con nostro ricorso al TAR (del 12/6/2012 D.G.R.V. n.1130 - B.U.R. n.51 del 30/7/2012), ha annullato le responsabili decisioni assunte dal primo Giudice, non tenendo conto neppure delle gravi condizioni di disagio e precarietà cui versano gli animali selvatici a causa del protrarsi di una siccità senza precedenti" e aggiunge "anticipare di fatto la caccia, l'allenamento e l'addestramento di cani da caccia al prossimo 19 agosto, costituisce un palese atto di irresponsabilità che decimerà ulteriormente la già stremata fauna selvatica, determinando nel contempo una ulteriore pressione venatoria anche a danno del quieto vivere e della sicurezza di coloro che hanno scelto il Veneto per le vacanze o di chi ci vive e lavora".

L'Associazione rileva che oltre l'emergenza siccità, la Protezione Civile Regionale ha decretato lo Stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi.

"La regione Veneto di fronte a questa tragica realtà non può eludere la circolare dell' ISPRA, che ha dato parere negativo sull'anticipo dell'attività di addestramento dei cani da caccia, la Direttiva Europea 157/2009/CE e la  legge regionale 50/1993 sulla caccia  che prevede proprio che il presidente della regione possa limitare o vietare la caccia “per importanti e motivate ragioni connesse alla consistenza faunistica o per le sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche”.

"Di fronte all'insensibilità della regione Veneto in tema di rispetto e salvaguardia degli animali e delle persone umane, in un contesto in cui, per ragioni climatiche, gli equilibri ecologici e faunistici sono già fortemente minacciati, restiamo convinti della fondatezza del nostro ricorso e attendiamo comunque il pronunciamento di merito del Tar Veneto fissato per il 13 settembre, certi che in quell'occasione si terrà conto delle nostre sacrosante ragioni, anche se oramai il danno è fatto.

Praticamente è il solito giochetto della Regione Veneto per accontentare quella sparuta accozzaglia di cacciatori che ancora hanno il coraggio di definirsi ambientalisti. E lo stanno dimostrando così." conclude Daniela Casprini.

Ufficio stampa Associazione Vittime della caccia -  email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Comments

Per poter lasciare o leggere i commenti bisogna essere iscritti.
 

Commenti Facebook

Da questo semplice form potrete collegarvi direttamente al vostro account su facebook.

Banner