Associazione Vittime della caccia

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Emergenza siccità: moratoria caccia chiesta ai Ministri da Ass.Vittime caccia, LAC e VAS

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Comunicato Stampa Associazione Vittime della caccia 24.08.2012

Emergenza siccità e incendi: l'Associazione Vittime della Caccia, LAC e VAS

chiedono l'intervento dei Ministeri competenti per una moratoria sulla caccia.


L'Associazione Vittime della Caccia, LAC e VAS hanno sollevato a livello nazionale il problema dell'emergenza siccità e incendi di questa estate (e drammaticamente ancora in corso) ai competenti Ministri dell'Ambiente e delle Politiche Agricole e Forestali, al fine di attivare interventi di drastico contenimento dell'esercizio dell'attività venatoria per la stagione che sta per aprirsi, le preaperture e la caccia di selezione.

"La grave siccità che sta protraendosi oramai da oltre quattro mesi e la piaga degli incendi responsabili della distruzione di migliaia e migliaia di ettari di territorio boschivo, hanno già drammaticamente stremato la fauna selvatica, penalizzata e decimata dalla mancanza d'acqua e di cibo dovuta all'alterazione dei propri habitat, distrutti dal fuoco e dall'aridità" denuncia la presidente dell'Associzione Vittime della Caccia Daniela Casprini e prosegue " sono queste oggettive situazioni di vero e proprio disastro ecologico e ambientale a imporre un drastico ripensamento sull'opportunità di cacciare in qualsiasi forma. Si chiede inoltre che entrambi i Dicasteri si accertino del rispetto da parte delle regioni e dei comuni sulla rigorosa applicazione della legge del 21 novembre 2000, n. 353 “Legge quadro in materia di incendi boschivi” che prescrive, al comma 1 dell’art. 10, che l’attività venatoria nei soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco venga vietata per un periodo di dieci anni".

"Sollecitiamo un atto di responsabilità dei Ministeri competenti, a partire dal divieto tassativo  della caccia in tutte le zone (e sono tante in Italia) devastate dagli incendi per i canonici dieci anni, il blocco della caccia su scala nazionale e l'avvio contestuale di un monitoraggio rigoroso della situazione, sia per quanto attiene agli habitat naturali compromessi, sia per quanto riguarda la fauna selvatica, anche in ragione del parere dell'ISPRA del 23 agosto richiesto dall'europarlamentare Andrea Zanoni in cui si ribadisce l'alto stato di rischio cui versa la fauna selvatica : un ulteriore morìa di animali ( e anche di persone, come confermano i dati della scorsa stagione venatoria) da parte delle doppiette, costituirebbe un grave atto di irresponsabilità e un danno complessivo dalle proporzioni ingenti per la natura tutta.In questo particolare e tragico contesto ambientale il mondo venatorio avrebbe dovuto già avanzare medesima richiesta dimostrando almeno per una volta la tanto sbandieratà sensibilità ambientalista." conclude Daniela Casprini.

Ufficio Stampa Associazione Vittime della caccia - www.vittimedellacaccia.org

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