Associazione Vittime della caccia

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Caccia: inefficace la risposta del Ministro Catania su siccità e incendi

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Caccia: inefficace la risposta del Ministro Catania su siccità e incendi

L'Associazione Vittime della caccia, pur apprezzando l'uscita del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Catania (a cui ha scritto il 23 agosto scorso) in ordine alla questione siccità, incendi, pre-aperture e calendari venatori, ribadisce l'urgenza di una presa di posizione più netta nei confronti delle regioni che fanno finta di niente di fronte alla disastrosa situazione in cui versano il territorio italiano e la fauna selvatica sopravvissuta.

Per non parlare delle associazioni venatorie che tacciono ipocritamente pur essendo molto consapevoli, se davvero conoscono il territorio e gli habitat come sostengono, che iniziare a sputare piombo dai primi di settembre sulle poche creature scampate in un panorama arido e privo di risorse è una follia vera. Cacciatori gente seria?

Daniela Casprini, presidente dell'Associazione Vittime della caccia non crede che i cacciatori siano persone serie e responsabili, perchè se davvero lo fossero, ammetterebbero almeno in questa ciorcostanza l'inopportunità di dare avvio a preaperture e calendari venatori.

"Lo stato di calamità naturale riconosciuto dal ministero competente, il PARERE ISPRA del 23 agosto scorso su richiesta dell'on.Zanoni, i rapporti presentati dal Corpo Forestale dello Stato, devono determinare una seria e rigorosa moratoria su pre-aperture (già dal primo settembre per molte regioni), calendari venatori e caccia di selezione, cosa che, nella fattispecie, questo Governo tecnico, meno soggetto a pressioni politiche di parte, può più liberamente decidere" precisa Daniela Casprini

che aggiunge: "questa emergenza su tutto il territorio nazionale martoriato da una siccità di mesi e mesi è ulteriormente aggravata dagli incendi che colpiscono ovunque, stremando ed uccidendo ogni specie di fauna selvatica, inaridendo i boschi e i corsi d'acqua.
Su tutte le aree distrutte dai roghi deve essere applicato dalle regioni quanto dispone la legge n. 353/2000 in materia di incendi boschivi ovvero il divieto di caccia per 10 anni in base ai "catasti sulle aree incendiate" mappate a cura dei comuni italiani colpiti, intervento questo non certo procrastinabile ma da monitorare attentamente.

 

Nel frattempo la caccia si deve fermare. Non servono discorsi e blandi inviti a regioni da sempre al servizio dei cacciatori.

L'Associazione chiede all'europarlamentare Andrea Zanoni di portare all'attenzione del Commissario Ue all'Ambiente Janez Potočnik la necessità di eventuali provvedimenti dell'Unione Europea di fronte all'immobilità sin qui dimostrata dal nostro Paese, purtroppo anche di fronte ad una evidente devastazione del patrimonio faunistico e boschivo italiano.

Chi vive nelle campagne avverte chiaramente un sinistro silenzio e la sofferenza di una Natura che sta morendo. Gli spari daranno il colpo di grazia a questo scempio! Non possiamo rimanere a guardare: chiediamo pertanto il blocco di ogni forma di prelievo e disturbo venatorio almeno fintanto che non siano ristabilite adeguate condizioni di sopravvivenza della fauna" conclude la presidente dell'Associazione Vittime della caccia.

Ufficio stampa Associazione Vittime della caccia < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. >

 

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