Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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CACCIA: MORTO IL BAMBINO DI 12 ANNI FERITO A NUORO

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COMUNICATO STAMPA - 14.11.2012 - Associazione Vittime della caccia

CACCIA: MORTO IL BAMBINO DI 12 ANNI FERITO A NUORO

E' il momento di dire: BASTA ALLA CACCIA!

Colpito alla testa durante una battuta al cinghiale. Indignazione, sconcerto e vergogna. Solo questa può essere la reazione per la morte del povero Andrea Cadinu, portato irresponsabilmente (ed illegalmente) a una battuta di caccia al cinghiale e colpito in testa dal fuoco..."amico" nelle campagne di Nuoro.

L'ennesimo gravissimo episodio che ha spazzato via un'altra vita, questa volta di un bambino. I minori vittime della caccia ad oggi, dal 1 settembre 2012, sono 6: 3 morti e 3 feriti!
17.10 LUCCA Bimbo impallinato al viso nel cortile di casa

17.10 PERUGIA 2 bimbe ferite a casa dal fucile dello zio lasciato carico

20.12 PAVIA 16enne ucciso da amico 17enne durante una battuta di caccia

20.13 BRESCIA 13enne suicida con il fucile da caccia del padre

11.11.2012 NUORO – 12enne morto, dopo il ferimento durante una battuta di caccia.

Questi dati confermano la totale assenza di responsabilità di chi, incurante della pericolosità insita nell'uso delle armi, coinvolge in questa barbara pratica spesso creature innocenti.
"Va ricordato a tal proposito che le associazioni venatorie nel 2009 hanno avuto la sfacciataggine di proporre addirittura la caccia a 16 anni, le loro campagne lo dimostrano, come anche i disegni di legge del sen.Orsi e compagnia bella.

Portare minori a caccia è non solo irresponsabile ma anche illegale: per attività venatoria non si intende solo lo sparare ma anche l'aggirarsi in atteggiamento venatorio alla ricerca della preda (comma 3 art.12 legge 157/92), la stessa legge, medesimo articolo, al comma 8 dispone che l'atteggiamento venatorio sia vietato ai minori di 18 anni di età"

Quanto accaduto non può non avere rilievo penale, non può non imporre un totale ripensamento sul piano legislativo e giuridico nei confronti della caccia" dichiara Daniela Casprini, presidente Associazione Vittime della caccia, che aggiunge "di fare la conta degli incidenti di caccia siamo stanchi e preoccupati del numero sempre crescente di vittime: quando poi a cadere sono dei bambini, allora l'indignazione si fa rabbia!"

"E' tempo di recepire la richiesta di sicurezza perorata dalla stragrande maggioranza di cittadini, è tempo di fermare il massacro di umani e di fauna selvatica... di dire finalmente BASTA ALLA CACCIA" conclude la Casprini.

Proprio per questo l'Associazione Vittime della caccia si avvia ad una importante iniziativa coinvolgendo il mondo associativo e la società civile per fermare le doppiette, a dispetto di quei politici che pensano di puntare ad essere eletti ancora una volta grazie al voto dei cacciatori.

A tal proposito si invita a leggere sul sito dell'Associazione la sezione OPTA - Osservatorio Politico Trasversale Anticaccia, divisa in due categotrie: SE LI CONOSCI LI EVITI e SE LI CONOSCI LI SEGUI

Ufficio Stampa Associazione Vittime della caccia - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Comments

avatar sergio colautti
+2
 
 
Ai primissimi albori della mia esistenza, la mia stupidità fu la causa della morte di un pulcino. Il filmato di quella scena, gira ancora nel mio cervello senza averne perduto il minimo dettaglio. Ho letto ieri, una notizia disumana: "Il bambino dodicenne ucciso da un cacciatore, era già appassionato di caccia".

L'umanità è quella che si appassiona ad uccidere esseri viventi? E' quella che compera gli animali, le mogli o i figli?

L'amore è volere il bene dell'amato, mentre il desiderio è volere il possesso del desiderato.
L'imbroglio di chi vuole avere e mantenere i propri privilegi è quello di fare confusione in maniera professionale. Il professionista che confronta i morti per la caccia a quelli degli incidenti stradali, lo fa con chiaro inganno. Chi invece riprende questi paragoni, non vuole neanche avere un cervello per ragionare. L'uso di una vettura è per lo spostamento; l'uso di un'arma è quello di uccidere. Chi adopera la macchina sa che rischia di morire, ma non per mano di un'idiota che lo scambia per un cinghiale. "Noi cacciatori siamo buoni, i bracconieri sono cattivi", è la frase adattata ad ogni campagna di discriminazione razziale. L'umanità non ha più bisogno di adoperare armi, per nessuna ragione. Un'arma serve per uccidere, non per risolvere. Una morte si può ripagare SOLO ridando la vita a chi l'ha persa. Nella sua incommensurabil e idiozia, l'uomo crede di essere un creatore, invece di un misero procreatore.

In questo condensato, chiunque può trovare tutte le ragioni della brutalità della gente e dei governi attuali, che con l'inganno giustificano i loro crimini contro l'umanità.
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