Associazione Vittime della caccia

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CACCIA, 100 VITTIME IN 40 GIORNI: Basta vittime e soprusi. Lo chiedono i cittadini. LA POLITICA RISPONDE

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CACCIA, 100 VITTIME IN 40 GIORNI:

BASTA VITTIME E SOPRUSI, LO CHIEDONO I CITTADINI.

LA POLITICA RISPONDE E QUALCOSA SI MUOVE

 

Cento vittime in 40 giorni effettivi di caccia: 5 dicembre, chiesta l'istruttoria dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ai Ministeri competenti (Interno, Ambiente e Politiche Agricole e Forestali) per l'interpellanza parlamentare urgente (2-01766), avanzata dall'On. Fiorella Ceccacci Rubino e firmata da altri trenta parlamentari del PdL, nella seduta n.727 di lunedì 3 dicembre 2012.

"Finalmente una presa di coscienza nuova sui problemi connessi ad un'attività venatoria oramai decontestualizzata dal territorio italiano e dal vivere civile. Sempre più cittadini invocano, infatti, quanto meno una drastica riduzione della caccia e una intensa vigilanza sia sul territorio, sia sugli esercenti di questa attività armata, troppo spesso fuori da ogni controllo ed auto-controllo.

Auspicabile, infatti una seria riforma della legge sulla caccia tesa non più a stabilire dove NON si può cacciare ma dove e se questo è compatibile con il contesto antropico, faunistico-ambientale e sulla base di criteri di pubblica sicurezza applicati sul territorio.

Ascoltata la richiesta dell'Associazione vittime della caccia di verificare quanto sia ancora compatibile la caccia esercitata come avviene oggi, a venti anni dall'approvazione della legge 157, con una serie di importanti quesiti, nati dall'accoglimento delle testimonianze di chi la subisce e dalle notizie di cronaca nera che riportano, costantemente e sempre in aumento, i macabri numeri a cui mai dovremmo abituarci." Dichiara Daniela Casprini, presidente dell'Associazione Vittime della caccia


Infatti dal 1 settembre al 2 dicembre 2012


risultano 100 le VITTIME in totale: 23 MORTI e 77 FERITI

Di cui:

23 VITTIME tra la GENTE COMUNE (6 MORTI e 17 FERITI), tra questi 7 i MINORI, 4 MORTI e 3 FERITI;

77 tra i CACCIATORI (17 MORTI e 60 FERITI).


Inquietante pensare che non si tratta di cifre annuali, ma corrispondenti ai soli tre mesi dall'inizio di questa stagione venatoria. Tale arco temporale si riduce notevolmente se si pensa che sono cinque i giorni a settimana dedicati alla caccia (quindi circa 60 giorni dedicati alla caccia in questi 3 mesi), tra questi solo tre fruibili a scelta del cacciatore, ne consegue che non sono neppure 40 i giorni effettivi svolti di caccia in cui però sono avvenuti ben 100 casi d'incidenti per mano di cacciatori, con morti e feriti.


L'Associazione Vittime della caccia raccoglie anche i casi "di ordinaria follia" in cui per sole coincidenze i soggetti interessati non sono andati a infoltire la lista delle vittime, oppure i tanti, troppi casi di abusi ai danni di cittadini a casa propria, minacciati dalle armi e dall'arroganza dei cacciatori.


Unendo insieme le date dei casi delle vittime sparate con le date dei casi più fortunati, ne risulta un quadro di reale allarme sociale, sia per la frequenza degli accadimenti, sia per l'aggressività degli abusi, a cui la politica e la società civile non può non rispondere con norme sempre più restrittive e tese a ridurre drasticamente l'interesse e la gestione venatoria del territorio, per garantire il bene comune, il bene privato e i Diritti inalienabili dei cittadini.

 

In tal senso, l'interpellanza dell'On.Ceccacci, sintetizza perfettamente i punti su cui si auspica una seria riflessione e pronti provvedimenti atti a fermare questo fenomeno di degenerazione sociale, nello specifico per:

<<Vietare la partecipazione dei minori alle battute di caccia, anche solo come accompagnatori;

aumentare le distanze di sicurezza previste all'articolo 21, comma 1, lettere e) ed f) della legge n. 157 del 1992;

intensificare i controlli e la vigilanza sull'attività venatoria al fine di prevenire e reprimere comportamenti lesivi dell'incolumità pubblica;

applicare l'articolo 703 del codice penale (esplosioni pericolose) in caso di mancato rispetto delle distanze di sicurezza, inasprendo la sanzione penale prevista;

sottoporre i cacciatori ad esami psicoattitudinali e di idoneità fisica annuali, anziché ogni sei anni come previsto attualmente;

vietare l'accesso ai fondi privati quando non espressamente consentito dal proprietario;

rivedere la disponibilità del territorio fruibile per i cacciatori ripartendo da inderogabili e preminenti criteri di sicurezza pubblica e privata, per il rispetto del quieto vivere e delle attività all'aperto di tutti i cittadini che vivono o frequentano a vario titolo i territori agro-silvo-pastorali: più specificatamente operare su un piano normativo in modo da ridurre il territorio venabile e circoscrivere le aree da destinare alla caccia;

avviare la ricerca di metodi incruenti per il contenimento demografico delle specie considerate in sovrannumero, con il supporto e la guida dell'ISPRA e del mondo scientifico, avviandosi verso un approccio di gestione della fauna selvatica teso a ridurre gradualmente i problemi causati da una gestione venatoria improntata, da oltre mezzo secolo, sulla immissione selvaggia delle specie ora in esubero;

bloccare e vietare l'allevamento e l'immissione a scopo venatorio di fauna appartenente alle specie da contenere;

importante per il suo valore educativo, sospendere per un periodo di tempo non recuperabile la stagione venatoria ogni qual volta si verifichino episodi mortali come purtroppo oggi si assiste con frequenza.>>

"Da aggiungere, ad avviso dell'Associazione Vittime della caccia, l'alcol test da effettuarsi sui cacciatori fermati durante i controlli di vigilanza o quando maneggiano comunque un'arma. Tali misure, sono fortemente volute e sentite dalla maggioranza di cittadini che non intendono più subire la violenza della caccia in ogni sua forma e che invece chiedono a gran voce l'abolizione di questa pratica crudele, oramai obsoleta, pericolosissima e invisa dai più" conclude Daniela Casprini dell'Associazione Vittime della caccia.

LEGGI IL DOSSIER CON I DATI DAL 1 SETTEMBRE AL 2 DICEMBRE 2012>QUI

Ufficio Stampa, Associazione Vittime della caccia - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Comments

avatar Maurizio
+4
 
 
i veri complici di questo sterminio sia animale che umano, sono le varie classi politiche.
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