Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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STORIELLA: E’ vero che la caccia è dieci volte meno pericolosa di qualsiasi altra attività?

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E’ vero che la caccia è dieci volte meno pericolosa

di qualsiasi altra attività?

Pierino, il papà cacciatore e la maestrina benpensante

--o-O-o--

Pierino, entusiasta, torna a casa da scuola: papi, papiiiiii, domani vengono in classe due cacciatori per insegnarci a tirare con la carabina.

Il padre, impegnato nella pulizia del suo fucile, lancia un gridolino di approvazione e un largo sorriso si stampa sul rubicondo (II) faccione: Per tutte le lepri e per tutti i conigli, era ora che insegnassero qualcosa di utile ai nostri figli! Verrai con me a cinghiali, non farò padella (III) e mangerai le loro budella (IV) !

Un velo di tristezza scende sul paffuto visino, la gola si strozza nel proferir con amarezza: Ma la maestra dice che la caccia è crudele e pericolosa

Rabbioso, il padre s’alza di scatto, lasciando cadere in terra la canna (V) e lo scovolo in metallo(VI),  facendo così tintinnar anche il cervello e scompigliar l’unico capello:  Pericolosa? Pericolosa per chi? In questa stagione ne son morti solo 21!

Per quanto intimorito dall’accadimento, la perplessità ha il sopravvento: ma papiiii! Ma 21 non sono un po’ tantini?

Gli occhi dell’adulto scintillano di arcano compiacimento, già pregustando la reazione all’ormai prossimo disvelamento:  Ma va là! Quisquilia in confronto ad altre realtà! Dai ,vieni a sederti qua.

Accomodatisi ambedue sull’ampia poltrona in pelle di capretto, l’uno sulle ginocchia dell’altro, davanti allo scoppiettante caminetto, su cui campeggia maestoso muso di cervo sormontato da palco vellutato:  ora ti leggo cosa c’è scritto su questo foglietto.
L’ha fatto un cacciatore come il tuo papà, un genio, roba da fargli una statua in piazza, roba da seppellire quegli ipocriti animalisti calunniatori che tanto odiano noi cacciatori.

Ecco, segui il dito: qui c’è scritto che la caccia è dieci volte meno pericolosa di qualsiasi altra attività, e che una ventina di morti per stagione son meno che fisio … fisiogici … - dopo diversi tentativi e più  grattatine al caval del pantalone, riesce finalmente a proferir, facendone lo spelling, il difficile parolone –

F I S I O  L O  G I C I (VII).  Beh, si è capito no? E’ normale che qualcuno, ogni tanto, crepi sparato!

...>LEGGI TUTTO...

 

Ringalluzzito dalla stupita espressione del figliol prediletto, dopo l’ennesima strizzata all’attributo, continua la lettura dello scritto tanto arguto:

Poi, segui sempre il dito, ha detto che in Italia si verificano 24.642 incidenti mortali ; 8.000 muoiono in casa,  mentre nel 2011 gli incidenti stradali son stati <purtroppo> 3.860, quelli morti sul lavoro <disgraziatamente>>  1.180 e … leggiiii … leggi qui! Crepano ben 129 pescatori professionali, ogni 100.000! Pensa te! Fare il pescatore è venti volte più pericoloso che andare a caccia. Questa la devo proprio raccontare a quello scimunito di tuo zio, che non vuole venire a cinghiali e continua a lavorare su quella bagnarola! - Risata fragorosa cui segue l’abituale sfregamento dell’ormai logoro e ingiallito  abbigliamento –  Nemmeno gli sciatori e gli escu … escursio … insomma, quella roba lì, scherzano eh?! Nel 2011 ne sono morti 500, mentre nel 2010 hanno perso la vita 43  cercatori di funghi in soli 50 giorni. Roba da matti!!! Poi rompono le palle a noi! – fulmineo e involontario scatto della mano a cercar conferma della presenza, nell’ormai esaurita convivenza  - In bicicletta, invece, ne muoiono 300 all’anno e, sempre ogni anno, in media sono 390 i vacanzieri che annegano.

Ora non spaventarti, mica parla di te, in Europa perdono la vita 5.000 bambini, 175.000 bambini nel mondo, soprattutto in piscina.

Hai capito? Certo che hai capito! Leggi qui: “Lo capisce anche un bambino che la caccia è una fra le attività  più sicure che si svolgano nel nostro beneamato paese” [cit.]


Occhioni sgranati, boccuccia a “U”, virgulto d’intelligenza ei fu:  Allora papi, 21 son proprio pochi! Lo posso dire a tutti i miei amici su facebook?


Virile pacca d’approvazione sull’esile spalla dell’amata prole: Certo Pierino, è una cosa che devono sapere tutti! Scrivilo anche su twitter, usa l’ “hipod”  di tua sorella e l’ “hipad” di tua zia. Io più tardi faccio un salto in tabaccheria per mandare qualche fax alla “compagnia”e questa notte, visto che soffro d’insonnia, la racconterò al telefono pure a tua nonna! Ah! Già che ci sei, domani mattina, fai leggere questa velina a quella benpensante della tua maestrina!


Il giorno dopo, di ritorno dalla scuola, lo sfinito studente s’accascia abbacchiato sulla panza del beone addormentato: papi, oggi son successe cose brutte brutte.

Svegliato di soprassalto, frullio di braccia e gambette, nonostante la salivazione assente:  non hai beccato il bersaglio figlio deficiente?

Vocina stridula, manifesta ferita ferula (VIII): noooooooo!!! I cacciatori non son arrivati! Ieri, il tuo amico Gigi, il volpàro, ha sparato a un cespuglio e ha centrato Pinuccio il canaio (IX).

Sgomento, abbattimento, ravanamento (X) d’accartocciamento (XI):  ma nooooo!!! L’amico Pinuccio no! Non lui! -  puzzetta sospetta, ancor più s’ammorba la stanzetta.

Maschera di sincero stupore s’incolla sulla pelle del futuro cacciatore: Beh, cosa vuoi mai che sia, è fisiologia! E’ successo di peggio: la maestrina, dopo aver letto il tuo foglietto, ha acceso il pc. e dopo qualche click, e altrettanti clack, mi ha dato questa busta; dentro c’è roba che devi leggere e firmare perché domani la devo riportare.

Inforcati gli occhialoni, giacché affetto da presbiopia (XII), ametropia (XIII) e pure miodesopsia (XIV), risultanti da lunghi periodi di forzata bradifrasia (XV) durante eccessivo attivismo nell’onanismo (XVI), il papà di Pierino legge l’esaustiva missiva.


<<Gentile papà di Pierino, innanzitutto la ringrazio per il cortese appellativo con cui mi ha apostrofato - benpensante (XVII) - seppur non del tutto corretto, considerando che l’avversione alla pratica della caccia non la si può considerare una tradizione ma, bensì, del genere umano un’evoluzione.
Le assicuro, inoltre, che apprezzo da parte sua l’accettazione di un’evidenza: la maggioranza degli italiani è contro la caccia e, per sua informazione, non perché appiattita su pensiero standardizzato, ma giacché consapevole dell’intrinseca crudeltà,  dei danni arrecati all’ambiente e alla biodiversità, oltre che  costituire un pericolo per coloro che devono subire le vostre arroganti scorrerie.

Naturalmente ho letto l’articoletto che mi ha fatto pervenire tramite Pierino e, francamente, non vedo relazioni fra gli argomenti proposti al fine di poterne effettuare correttamente il confronto.
Per esser chiara e semplice le pongo una domanda: le risulta sia prassi comune dei cercatori di funghi entrare in proprietà altrui e ferire o ammazzare altre persone “sparando” loro in faccia dei farinacci,  usando micidiali  moschetti-spara-funghetti?

Le propongo un esercizio che le sarà utile: prenda ciascuna delle realtà elencate e le confronti alla caccia, tenendo presente le diverse dinamiche (XVIII), prassi (XIX) e finalità (XX).
Farà un’interessante scoperta: in nessuna attività, lecita, è previsto l’uso di un’arma da fuoco e la possibilità d’accedere nei terreni di terze persone, senza che queste ultime ne abbiano concesso il permesso, salvo una, sempre se la si può definire “lecita” perché semplicemente “dichiarata”. Confido sulle sue capacità intellettuali affinché si accenda , quanto prima, l’eureka della comprensione.

Mi sarei fermata dopo l’enunciazione del sopra esposto pensiero, reputando inutile qualsiasi discussione, quando, invero, la mia attenzione è stata attirata da evidente errore:

seppur corretta l’affermazione che i numeri assoluti  evidenziano una mortalità superiore in altre realtà, rispetto a quelle che avvengono in ambito venatorio, reputo disdicevole affermare che il medesimo risultato è confermato “in termini relativi” - a meno che non si intenda con queste parole:  “tutto è relativo, tutto assume un valore diverso secondo il punto di vista da cui si considera” -  e al contempo, cosa ancor più grave, sentenziare che l’analisi proposta dimostra in modo inequivocabile che, lo capisce anche un bambino, la caccia è una delle attività più sicure nel nostro beneamato paese [cit.]

Per tornare al relativismo sopra menzionato, il punto di vista del suo amico è chiaro, essendo cacciatore, pertanto le comparazioni son costruite in modo da destar approvazione in persone che cercano, a tutti i costi, giustificazione;  conteggi sempliciotti che trovano conforto spirituale nella certezza che “i numeri non ingannano” [cit.], distraendo così l’attenzione dalle capacità dell’autore, oltre che dalla sua intenzione.

 

 

Perché ho la strana sensazione che, fino ad ora, lei non ha capito un emerito  bitto di ciò che ho scritto?



Risolviamo immantinente! si procuri carta, penna, pallottoliere e anche un astringente!

Il compito assegnatole - che dovrà risolvere come già fatto brillantemente dai miei alunni, Pierino compreso - prevede lo sviluppo dell’operazione il cui risultato, in calce, è già notificato: comparazione (XXI) fra i decessi avvenuti in ambito domestico (XXII) e quelli accaduti durante azioni di caccia.

PROBLEMA:

Popolazione media presunta italiana anno 2012 (XXIII) : 60.870.745
Popolazione media presunta di cittadini con età pari o superiore a 35 anni (XXIV): 38.635.605
Ore medie giornaliere, presunte, in cui si esplicano attività in ambito domestico (XXV):  5
Media giorni all’anno in cui ciascun cittadino vive in ambito domestico:  330
Incidenti mortali in ambito domestico (XXVI) :  8.000

Numero presunto (molto presunto) di cacciatori anno 2012:  700.000
Media giorni attività di caccia, per ciascun cacciatore:  60
Media ore giornaliere dedicate alla caccia:  4
Numero morti in ambito venatorio nell’anno 2012:   21

Domande:

a) Ogni quante “monte ore/cittadini” accade un incidente mortale in ambito domestico?
b) Ogni quante “monte ore/cacciatori” muore una persona causa lesioni procurate da una fucilata durante azioni di caccia?
c) Se assumiamo il “monte ore/cacciatori” in ambito domestico, quanti sarebbero gli incidenti mortali in quest’ultimo contesto?
d) Se assumiamo il “monte ore/cittadini” in ambito venatorio, quanti sarebbero i morti ammazzati in quest’ultimo contesto?

Soluzioni:

a) 7.968.594
b) 8.000.000
c) 7.968,594 anziché 8.000
d) 21,083 anziché 21

Ergo, con le basi di calcolo così come proposte, considerando l’insostanziale differenza, si può a questo punto affermare: la caccia è azione pericolosa quanto espletare qualsiasi tipo di attività fra le mura domestiche. 

Attività dense di subdoli pericoli, come sottolineato dal suo collega, che peraltro consiglia ai benpensanti di orientare, anziché sulla caccia, le loro attenzioni,  giacché in questo ambito si verificano il maggior numero di incidenti mortali.

Ha capito sig. Papà di Pierino perché ho definito “sempliciotta” l’analisi proposta? Non si è tenuto in nessuna considerazione il TEMPO in cui si svolgono le azioni che hanno determinato le tragedie: il tempo  è un elemento essenziale, oltre al numero di attori coinvolti. Certo andrebbe valutato anche lo SPAZIO, ma temo che, per una maestrina di campagna quale sono, questo sia un concetto eccessivamente ostico da poter discernere in questa sede.

Ora ha gli strumenti utili per effettuare controlli o comparazioni fra le diverse realtà:
potrebbe ad esempio raccogliere i dati, riferiti ai 24.642 decessi avvenuti per cause violente nell’anno 2009 (XXVII) , suddividendoli per contesto e successivamente ipotizzare i tempi in cui si son svolte le diverse azioni.

Una cosa che spassionatamente le consiglio: depenni i casi di suicidio, il cui numero è inserito nella lista delle 24.642 morti violente, non fosse per residuo pudore, eccezion fatta qualora riesca a provare che i suoi colleghi - quelli che si son sparati da soli - lo abbiano fatto con il chiaro intento di togliersi la vita, e non per incompetenza, disattenzione o, come a voi piace pensare, triste fatalità.
Che dice? Togliamo anche i casi di avvelenamento? (XXVIII)

ORA HA GLI STRUMENTI UTILI PER COMPRENDERE QUANTO GIÀ IN PASSATO DIMOSTRATO: SI MUORE PIÙ FREQUENTEMENTE DURANTE AZIONI DI CACCIA, ANZICHÉ IN OCCASIONE DI LAVORO e/o, STRADA .

NON MI CREDE? QUALORA AVESSE VOGLIA DI APPROFONDIRE:

<<Se la caccia fosse un lavoro>> di Filippo Schillaci (XXIX)

2. Si muore più di caccia o di lavoro?
Si farà riferimento nel seguito al 2001 in quanto, con riferimento agli incidenti di caccia, sono disponibili per quell'anno dati rilevati da una fonte sicuramente attendibile e non di parte quale è l'EURISPES

Ne risulta, dal rapporto fra le due ultime cifre, che si muore di caccia 6.23 volte più frequentemente che sul lavoro.


<< La caccia è sicura?>> di Massimo Tettamanti (XXX)

… nella mia ricerca, “Armi da fuoco: tendenze e contraddizioni italiane” è stato effettuato il confronto fra morti di caccia e i morti in incidenti stradali.

si è calcolato:
Caccia: un incidente mortale ogni 544.183 “giornate” di caccia
Strada: un incidente mortale ogni 634.658 “giornate” di guida
In percentuale, quindi, si muore più di caccia che di incidenti stradali.


Cambiando argomento: si è accorto delle note a margine dello scritto che mi ha inviato?

Ritengo che quando si riportano dati, o risultati di lavoro eseguito da altre persone, sia doveroso allegare i link dei siti, o titoli testi, da cui si sono attinte le notizie.

Per questa ragione: allunghi le manine che le do una bacchettata sulle “ditine”! Perché lei? Perché lei è il latore poi, volendo, potrà sempre rifarsi sull’autore!



Non è stato facile capire se le informazioni son state riferite correttamente, o se i dati son stati estrapolati da fonti attendibili, pertanto la pregherei di chiedere al suo collega:

1- Quando cita i 129 morti, ogni 100.000 pescatori “professionali”, da dove esattamente ha attinto la notizia? Perché, vede, per quanto non abbia dedicato tanto tempo alla ricerca, nessun documento trovato, redatto da IPSEMA, ISPESL o INAIL (XXXI),  fornisce tale informazione.
Sbaglio se affermo che, non controllando la fonte, ha riportato quanto scritto su sito web– o similare - in cui, oltre ai dati sopra citati, riferisce che i pescatori di granchi nello stretto di Bering -fra Alaska e Russia – sono costretti a lavorare, in acque gelide, per diverse settimane, senza mai riposare? (XXXII)
Vuole forse confrontare questo dato con i morti ammazzati, durante la caccia, a livello mondiale?


2- Quando cita le 500 vittime, fra escursioni e sciatori , decedute nell’anno 2011, è andato alla fonte di chi ha registrato gli eventi - Corpo Nazionale Soccorso Alpino e speleologico - o si è limitato a riportare la notizia così come proposta da altri siti web?
Temo di conoscere già la risposta perché, se lo avesse fatto, si sarebbe accorto che nella presentazione della relazione C.N.S.A.S., riferita agli eventi accaduti nell’anno 2011, è scritto a chiare lettere: <<… per la prima volta è entrato a pieno regime il nuovo sistema gestionale che tiene conto di tutta l’attività di soccorso svolta nei vari scenari e non solo negli ambienti tipicamente alpini o ipogei come tipicamente capitava in passato … >>. (XXXIII)
E’ curioso di sapere quali sono i “vari scenari”?  Fra i tanti, sono elencati : Interventi di Protezione Civile - Ricerca di persone scomparse -Auto/moto; Lavoro  e – udite udite – CACCIA


Se può consolarla, posso aggiungere che gli interventi riferiti alla caccia son stati 55 su un totale di 8.299 – false chiamate comprese. Però è altresì vero che non è stata specificata l’entità dei decessi nei singoli diversi contesti.

Comunque, qualora intenda proseguire nell’analisi comparativa fra morti ammazzati in ambito venatorio e incidenti mortali accaduti a sciatori e/o escursionisti, l’aiuto fornendole qualche dato,  che sarebbe comunque opportuno verificare, seppur datato:
Sciatori – dati Confcommercio: <<nel quinquennio 2007-2011 il numero degli appassionati di sport invernali è passato da 8,5 milioni a quasi 10,3 milioni di persone, con una media annua pari a 9,7 milioni di appassionati …>>.  (XXXIV)

Milioni, sig. papà di Pierino, non 700.000. Come dice? Che bisogna trovare, per sciatore, il tempo medio annuo di permanenza sulle piste da sci? Bravo!
Escursionisti -  dati Istat: <<nel 2007 sono 12 milioni e 613 mila le persone che, in media in un trimestre, hanno effettuato almeno un’escursione per motivi personali (escursionisti), pari al 21,4% della popolazione residente, per un totale di 118 milioni e 633 mila escursioni effettuate nell’anno.>> (XXXV)
Numeroni belli grandi eh?! Magari un’importante percentuale, anziché passeggiare su terreni impervi, ha preferito gite in città. Chissà! Le auguro buon lavoro, qualora volesse continuare.

Per quel che riguarda i cercatori di funghi,  ciclisti , coloro che  nuotano al mare, lago, piscina o nella vasca da bagno (XXXVI) - attività che, tengo nuovamente a precisare, non prevedono d’uscire di casa con dei fucili a tracolla - il metodo non cambia:  si tratta di valutare sia il numero di persone,  sia i tempi medi in cui le medesime si sono dedicate alle diverse attività.
Informazioni che suppongo avrà cura di cercare.

Nel frattempo posso darle un aiutino: <<… il solo comune di Pisogne [paese di 8.142 abitanti della Val Camonica] ha fatto registrare [nell’anno 2011] 5mila permessi [per la raccolta di funghi] giornalieri, per non parlare di quelli stagionali o quelli mensili>> (XXXVII) - << Nella sola parte alta della Montagna Pistoiese … si stima la presenza giornaliera di oltre 5000 cercatori nei giorni feriali e di oltre 7000 nei fine settimana>> (XXXVIII) Per quel che riguarda le biciclette c’è un po’ di confusione: c’è chi stima in 11.000.000 le biciclette circolanti, altri parlano di 25.000.000; nel solo 2011 pare ne siano state vendute 1.750.000. (XXXIX)
Temo avrà anche qualche problemuccio nel valutare il numero di “vacanzieri” che prediligono il mare, il fiume o il lago, alla montagna, ma si sa che con la buona volontà …

Prima di salutarla vorrei pregarla di non inviarmi mai più scritti in cui:

1)  nel tentativo di sminuire la gravità di quanto si verifica ad ogni stagione venatoria, si considera la morte di quanti hanno ricevuto una VOSTRA fucilata un mero, naturale, fisiologico accadimento, intrinseco della VOSTRA attività; auspico che la società “civile” comprenda il cinismo di cui sono intrise queste poche allucinate righe – esco con il fucile, pertanto si sa, prima o poi la vita qualcuno ce la rimetterà!


2) si riferisca delle morti di bambini per annegamento, o altra causa - in Italia, Europa, Mondo – nel medesimo contesto in cui si tenta di convincere, anime semplici, sulla bontà di bizzarro e scorretto teorema. 
Le spiego: si ha la netta sensazione che, pur non avendolo espresso, si considerino i piccoli ammazzati da una fucilata - evento drammatico più volte accaduto nell’ultima stagione venatoria – una realtà nemmeno degna di essere citata, se non che velatamente paragonata all’elevato numero di minori che perdono la vita in tragici incidenti, quali l’annegamento - l’autore ci tiene a precisarlo - soprattutto in piscina.

Sarà sicuramente consolatorio per le famiglie.

f.to

Maestrina Benpensante

 

Ps: Perdoni gli scarabocchi ma, mentre ero distratta, i monelli si son divertiti con i pennarelli. VAURO VAI AL TUO POSTOOOOOOO!!!>>


Mah! Boh? Dopo aver firmato l’ampio plico da Pierino consegnato, l’unico neurone drammaticamente attivato meditò lungamente, per un secondo, sul significato dell’ultimo scarabocchiato. L’attimo dopo, il nostro prode, versando dall’ampio  bottiglione  già pensava a quanta cacciagione avrebbe sparato nella prossima stagione.

Maria Cristina Tassi

(i personaggi di questo breve racconto sono inventati e, pertanto, non fanno alcun riferimento a persone realmente esistenti, esistite o che esisteranno in futuro.   La trama è frutto della fantasia dell’autore, mentre i concetti e le analisi si riferiscono ad articolo pubblico apparso su diversi siti web pro-caccia (I)

Note:

I)   Siti web pro caccia:
http://www.bighunter.it/Home/Editoriale/Editoriale/tabid/197/newsid707/12078/Default.aspx
http://www.federfauna.org/newss.php?id=7998
http://www.cacciatori-santamarianuova.com/index.php/component/content/article/128-incidenti-a-caccia-ecco-la-   verita.html
https://www.facebook.com/CacciatoriTernani/posts/568317886511595
http://www.radiocitta.net/articolo.php?id=30548

II) Rubicondo: di colore rosso vivo , riferito al colore delle guance causato dal vino bevuto http://it.wiktionary.org/wiki/rubicondo

III) Padella: tiro fallito

IV) 'mangerai le loro budella':

V) Canna: parte dell'arma da fuoco costituita da un tubo metallico, in cui si trova la carica per lanciare il proiettile
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/C/canna.shtml

VI) Scovolo: spazzola di crine o di ferro munita di una lunga asta, che si usa per pulire l'interno delle armi da fuoco
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/S/scovolo.shtml

VII) Fisiologico: che è proprio del funzionamento normale di un organo o di un sistema
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/F/fisiologico.shtml

VIII) Ferula: bacchetta di punizione per gli scolari http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/F/ferula.shtml

IX) Canaio: chi alleva o custodisce cani da caccia

X) Ravanare: rovistare, frugare disordinatamente, in genere cercando qualcosa                                                                                           http://www.grandidizionari.it/Dizionario_Italiano/parola/r/ravanare.aspx?query=ravanare

XI) Accartocciarsi: avvolgersi a cartoccio: le foglie, seccandosi, si accartocciano
http://www.grandidizionari.it/Dizionario_Italiano/parola/A/accartocciare.aspx?query=accartocciare

XII) Presbiopia: difetto senile della vista consistente nella difficoltà di vedere distintamente da vicino                                                      http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/P/presbiopia.shtml

XIII) Ametropia: ogni difetto della vista che comporta una cattiva messa a fuoco degli oggetti
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/A/ametropia.shtml

XIV) Miodesopsie: Le miodesopsie (dal greco myōdes='simile a mosche' e òpsis='visione') sono un fenomeno entoptico dovute a una     non perfetta trasparenza del corpo vitreo. Infatti, addensamenti dell'umor vitreo che riempie il bulbo oculare proiettano delle ombre mobili sulla retina e, quindi, si presentano nel campo visivo sotto forma di punti, di filamenti, di macchie, di ragnatele o di mosche volanti (muscae volitantes), come vengono comunemente definite. http://it.wikipedia.org/wiki/Miodesopsie

XV) Bradifrasia: lentezza nel formulare frasi, dovuta ad alterazioni psichiche
http://www.grandidizionari.it/Dizionario_Italiano/parola/b/bradifrasia.aspx?query=bradifrasia

XVI) Onanismo: masturbazione http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/O/onanismo.shtml

XVII) Benpensante: che, chi tende a conformare le proprie opinioni e il proprio comportamento alla convenzione sociale e alla tradizione    http://www.grandidizionari.it/Dizionario_Italiano/parola/B/benpensante.aspx?query=benpensante

XVIII) Dinamiche: la successione dei fatti e l'insieme dei fattori che determinano lo sviluppo di un evento, l'andamento di un fenomeno 
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/D/dinamica.shtml

XIX) Prassi: modo di procedere adottato, per consuetudine, in un'attività http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/P/prassi.shtml

XX) Finalità: Intenzione, obiettivo http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/F/finalita.shtml

XXI) Comparazione: Raffronto tra due o più elementi per individuare analogie e differenze  
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/C/comparazione.shtml

XXII) Infortuni ambito domestico: << A essere colpiti sono innanzitutto le persone anziane e, in particolare, le donne, coinvolte in ben 2,4 milioni di casi (su 4,5 milioni). Le statistiche Inail, inoltre, indicano nella cucina – col 40% di incidenti - il luogo più pericoloso della casa,seguito dal soggiorno (16%), la camera da letto (14%), il bagno (10,5%), le scale (6,5%). Gli incidenti domestici più frequenti sono le cadute (55%), prima causa dei decessi degli anziani. Seguono i tagli (17%), gli urti e gli schiacciamenti (14%), le ustioni termiche e chimiche (7%) e, a seguire, avvelenamenti, folgorazioni elettriche, soffocamento …>>

XXIII) Popolazione residente giugno 2012: http://demo.istat.it/bilmens2012gen/index.html

XXIV) Decessi per Classe di età e sesso: Tabella 2.4.6 -pag. 63
http://www.ispesl.it/ossvita/pdf/VOLUME_INFORTUNI%20DOMESTICI.pdf
http://dati.istat.it/

XXV) Ore medie settimanali di lavoro domestico totale lungo il corso di vita, per genere - Anni 2002-2003: Figura 1.3 – pag. 30                      http://www3.istat.it/dati/catalogo/20120705_00/Arg_12_43_Uso_del_tempo_e_ruoli_di_genere.pdf

XXVI) I casi ad esito mortale sono stimati dall’ISPESL in 8.000 circa. (Anno 2003)
http://www.ispesl.it/urp/schedeTecniche/dml/5.DML_LavoroDomestico.pdf

XXVII) 24.642 decessi per cause esterne dei traumatismi e avvelenamenti (Anno 2009).
http://www3.istat.it/dati/catalogo/20121218_00/PDF/Cap3.pdf

XXVIII) Le tavole pubblicate riportano i dati definitivi sulle cause di morte relativi ai decessi avvenuti in Italia nel 2009 – tavola 3)
http://www.istat.it/it/archivio/58063 Tavole (zip 419 KB)

V01-Y89  Cause esterne di traumatismo e avvelenamento 

V01-X59  Accidenti

V01-V99  Accidenti di trasporto

W00-W19  Cadute accidentali

X40-X49 Avvelenamento accidentale

X60-X84  Suicidio e autolesione intenzionale

X85-Y09 Omicidio, aggressione

Y10-Y34 Eventi di intento indeterminato

XXIX) http://www.gondrano.it/desert/lab/caccia/celav.htm

XXX) (testo) Divieto di caccia – tutto quello che i cacciatori non vogliono farci sapere; (Carlo Consiglio; ed. Sonda); pagg. 62-63

XXXI) Primo Rapporto Pesca:
http://www.ispesl.it/profili_di_rischio/sitopesca/documenti/pesca_2005.pdf

Secondo Rapporto Pesca:
http://www.inail.it/repository/ContentManagement/node/P1114986278/SecondoRapportoPesca.pdf
Analisi degli infortuni avvenuti nel 2010 - Ipsema  (www.ipsema.gov.it/...)

Analisi degli infortuni avvenuti nel 2010 (PDF, 259 Kb)
http://www.inail.it/repository/ContentManagement/node/N670419722/compartimento%20marittimo%202011.pdf › Rapporto annuale 2011 - Settore Navigazione (DOC, 552 Kb)

XXXII) “Vi potrà sembrare un lavoro tranquillo, ma i numeri parlano chiaro: ogni 100.000 pescatori, ci sono 129 morti e 61 feriti.                             Pensate che i pescatori di granchi nello stretto di Bering …” http://www.curiosone.tv/i-101-lavori-piu-pericolosi-al-mondo-28829/

XXXIII) http://www.soccorsoalpino.biella.it/uploads/6/5/9/3/6593756/aprile_2012.pdf

XXXIV) http://www.confcommercio.it/home/ArchivioGi/2012/Dalle-Cate/Turismo--bianco---in-crescita-il-numero-degli-sciatori.htm_cvt.htm

XXXV) http://www3.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20090112_00/testointegrale20090112.pdf

XXXVI) http://www.iss.it/binary/publ/cont/11_13_web.pdf

XXXVII) http://www.bresciatoday.it/cronaca/agosto-funghi-brescia-valcamonica-permessi-consigli.html

XXXVIII) http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2012/10/14/news/cercatori-di-funghi-ora-arriva-la-proposta-del-numero-chiuso-1.5862571

XXXIX) http://www.nocensura.com/2012/03/biciclette-italia-terza-in-europa-per.html

http://aver.myblog.it/archive/2008/09/21/la-bicicletta-diventa-un-mezzo-di-trasporto-di-massa.html

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/10/01/le-biciclette-sorpassano-le-automobili.html

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