Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Risposta alla "LETTERA APERTA ALL'ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA" di jonlooker

E-mail Stampa PDF

Risposta alla "LETTERA APERTA ALL'ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA" di jonlooker

Caro Jonlooker,
sono Daniela, colei che ha scritto il tweet oggetto della sua risposta, risposta che mi ha fatto riflettere per un po', non riuscendo ad abbandonare quel dolore che mi ha trasmesso, comprensibile e 'sentita' la sua reazione di educata indignazione per un confronto 'fuori luogo

Lei è una persona ferita e si sente e fa male. Ma il dolore provocato dagli abusi, per le ingiustizie radicate nella gente e nella stessa società, la violenza e la prevaricazione del più forte e del più perverso, è lo stesso, io ne sono certa e ne ho testimonianza diretta dalle persone che ci scrivono e chiedono aiuto e dai casi da loro descritti davvero sbalorditivi e drammatici.

La cattiveria umana ha tante facce, ma è sempre la stessa e trova espressione in diverse realtà. Per questo ci tengo a comunicarle tutto il mio rispetto e la certezza da parte mia che mai ho pensato di sminuire l'entità del dramma delle vittime della mafia e della mafia stessa, n'drangheta o qualsiasi forma di criminalaità organizzata e soprattutto radicata nel territorio. Non numeri, ma persone ammazzate o comunque violate.

Prima di spiegarle meglio ciò che a tal proposito intendo, devo anche io fare una premessa. Da qualche tempo stiamo facendo circolare una serie di comparazioni con altre realtà con vittime, da leggersi innanzitutto come risposta a una serie di provocazioni, e per far comprendere l'entità sconosciuta ai più dei problemi che la caccia produce sul vivere civile, aprendo uno spiraglio su una realtà occultata.

Probabilmente molte persone considereranno infantile degnare di replica coloro che, da anni, nel tentativo di distogliere l’attenzione pubblica da quella che è la realtà della caccia, propongono incessantemente paragoni fra l’attività venatoria da una parte e le vittime della strada, morti bianche, incidenti fra le mura domestiche, o ancora, deceduti sulle piste da sci, durante escursioni, pesca, tanto per citare solo alcune dei vaneggiamenti tanto cari ad alcuni brillanti rappresentanti dei cacciatori che, peraltro, hanno minimizzato le conseguenze che questa attività provoca sistematicamente ad ogni stagione venatoria, ma non solo; ultimamente, i signori sopracitati, hanno proposto ai loro pari un altro confronto che, come può immaginare, riguarda proprio i morti ammazzati dalla mafia.

Da parte nostra, ogni volta che sono stati analizzate le diverse realtà, pur avendo dichiarato in premessa che erano improponibili delle comparazioni fra ambiti così diversi, abbiamo comunque presentato le risultanze di quanto emerso dalle diverse indagini, allo scopo di far comprendere che, fatti salvi i numeri assoluti, la caccia uccide più che in ambito lavorativo, per farle un esempio.
Ciò, naturalmente, non significa “sminuire” l’assurdità di tante vite spezzate sul lavoro, né irridere la disperazione vissuta da tante famiglie ma, semplicemente, divulgare la consapevolezza che la caccia uccide; ammazza, oltre a milioni di animali, anche esseri umani.

Tali comparazioni servono appunto a smontare quanto da tempo bofonachiano cacciatori e servi dei cacciatori allo scopo di legittimare tale attività armata, facendo rientrare  le vittime tra..gli "incidenti" ordinari e cinicamente sostenendo che tali vittime ad ogni stagione venatoria siano....fisiologici! Ha capito? Fisiologici!

9 bambini impallinati in 5 mesi sono fisiologici, per loro!  Come sono fisiologici - per loro - 11 morti e 32 feriti tra coloro che con la caccia non hanno e non vogliono avere niente a che fare!

E’ lecito confrontare un’attività creativa quale il lavoro con una distruttiva quale è la caccia? No, non lo è ma, purtroppo, al fine di demolire un’equazione che potrebbe radicarsi nel credo collettivo, ci siamo spesso visti costretti a rispondere, dati alla mano, a quelle che ho definito “provocazioni” o, se vogliamo usare altro termine, motivazioni atte a far credere che la caccia è una delle attività più sicure nel nostro paese, come affermato nell'articolo pubblicato su sito pro-caccia, in cui si invitavano i benpensanti ad occuparsi di realtà in cui la mortalità ha entità ragguardevole quale, ad esempio, gli incidenti mortali in ambito domestico.

E’ lecito confrontare una realtà distruttiva, quale la mafia o criminalità organizzata, alla caccia? No, non lo è, anche se hanno in comune alcune caratteristiche:

La mafia entra nelle nostre case e condiziona la vita di intere comunità
La mafia minaccia a mano armata
La mafia distrugge il territorio
La mafia ammazza, ferisce, menoma, intimidisce.

Una delle sostanziali differenze? La mafia, così come la camorra, 'ndrangheta, uccide intenzionalmente coloro che non vogliono piegarsi, che vogliono vivere, come lei giustamente ha sottolineato, da esseri liberi.

La caccia, invece, ammazza perché lo Stato permette a soggetti di girare armati, in altrui proprietà su territori altamente antropizzati; nel caso si verifichi una tragedia che, non dimentichiamo, trascina intere famiglia in baratri di sofferenza, addebitano le responsabilità al fato, meri incidenti, come se uscire con un fucile carico e inoltrarsi su terreni sconnessi  non preveda la possibilità che una pallottola possa colpire bersaglio umano.

Da un lato vittime di una feroce manifestazione che ricerca il potere uccidendo e instaurando un clima di terrore, dall’altro vittime del “divertimento”, “passione”, “ragione di vita che da la morte”, di soggetti sostenuti da <<camerieri e i cuochi>>, per usare una sua espressione, delle industrie armiere. Due realtà, una illegale, una...legalizzata e sostenuta dalle Istituzioni...

Ci sono cacciatori che - con la scellerata gestione dell'amministrazione locale - pretendono di sparare in spazi pubblici e contestano che se accade qualcosa non è colpa loro perchè loro pagano le tasse... C'è chi, a fronte della legittima e motivata protesta per l'invasione a casa propria di gente armata e tracotante che ha spregio della vita umana e degli animali domestici, si vede minacciata ed intimidita con segnali che, guarda caso, assomigliano molto a quelli lasciati dai mafiosi contro persone scomode.

Molti dicono che sono i bracconieri e non cacciatori, ma un bracconiere è di fatto un cacciatore e le differenze stanno nei limiti imposti dalla legge e da una parola.

Io stessa ho subito un'aggressione, intimidazioni e "segnali" di avvertimento vari perchè ho difeso e difendo la mia famiglia e su questa base aiutiamo gli altri a difendersi dai cacciatori e da amministrazioni irresponsabili.

Ma non solo, purtroppo. I cacciatori sono coloro che vagano anche in terreni privati grazie ad una pianificazione dell'intero territorio nazionale (oramai anche nei parchi) gestita da regioni e province sulla base di percentuali assurde da destinare a questa attività armata - ovvero compresi gli abitati-  e in spregio della gente normale, disarmata, pacifica nel corso della propria vita quotidiana. La carenza sistematica di adeguati controlli da parte delle forze dell'ordine fa il resto.

Ecco, lei stesso ha detto che non ha verificato i dati da noi pubblicati nel dossier. La invito a farlo, per rendersi conto quale realtà noi combattiamo e sono certa che troverà molte similitudini, non ultima l'omertà per paura di ritorsioni cui ancora è purtroppo la risposta di troppe vittime della caccia.

Un caro saluto, grazie per la sua sentita lettera

Daniela Casprini, presidente Associazione Vittime della caccia

Per capire meglio, al di là dei numeri: "Storie di ordinaria follia"; "Tragedie sfiorate/disagi psichici-testimoniane-proteste"; "Frequenza accadimenti";

e ancora: "Assessore alla caccia Stival minacciato di morte"; "Avvertimento a San Cataldo: un proiettile tra quattro cuccioli moribondi"; "Sabotaggio all'auto delle guardie del Wwf: manomessi i freni"...ecc. ecc.

Link della foto: http://www.tusciaweb.eu/2011/10/una-testa-di-cinghiale-appesa-al-cancello/

Comments

Per poter lasciare o leggere i commenti bisogna essere iscritti.
 

Commenti Facebook

Da questo semplice form potrete collegarvi direttamente al vostro account su facebook.

Banner