Associazione Vittime della caccia

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Cs. L’lSPRA interviene ancora duramente sul calendario venatorio regionale sardo 2013-2014.

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Cs. LAC, Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Associazione Vittime della caccia, Earth - 8 dicembre 2013


L’lSPRA interviene ancora duramente sul calendario venatorio regionale sardo 2013-2014.

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.), dopo aver ricevuto una nuova richiesta da parte dell’Assessorato della difesa dell’ambiente della Regione autonoma della Sardegna (nota n. 25480 del 15 novembre 2013), ha fornito il proprio parere (nota n. 46674 del 20 novembre 2013),  sostanzialmente vincolante, sul completamento del calendario venatorio regionale della Sardegna (decreto assessoriale n. 19 del 4 luglio 2013), già oggetto del provvedimento cautelare di sospensione da parte del T.A.R. Sardegna (ordinanza n. 303/2013 del 17 settembre 2013) su ricorso dalle associazioni ecologiste Lega per l’Abolizione della Caccia, Associazione Vittime della Caccia, Earth (avv. Massimo Rizzato, del Foro di Vicenza).

L’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente, dopo la seduta del Comitato faunistico regionale del 22 ottobre scorso, aveva infatti chiesto il dovuto parere per la conclusione della stagione venatoria per il periodo successivo al 30 dicembre 2013, individuata quale data provvisoria di chiusura della stagione venatoria.

L’I.S.P.R.A. è stato chiaro e netto e, in base al contrasto con il noto “Key Concepts document on Period of Reproduction and prenuptial Migration of huntable bird Species in the EU”, la guida comunitaria in materia, ha espresso parere sfavorevole alla

-  chiusura della caccia a Germano reale, Alzavola, Codone, Fischione, Mestolone, Beccaccino, Gallinella d’acqua, Pavoncella, Frullino, Porciglione, Folaga il 30 gennaio 2014, anziché il 20 gennaio 2014;

-  chiusura della caccia alla Beccaccia il 19 gennaio 2014, anziché il 31 dicembre 2013;

-  chiusura della caccia alla Cesena il 19 gennaio 2014, anziché il 10 gennaio 2014;

-  chiusura della caccia al Tordo bottaccio e al Tordo sassello il 30 gennaio 2014, anziché il 10 gennaio 2014;

-  riguardo la caccia alla Cornacchia grigia e alla Ghiandaia, la mancata previsione del prelievo venatorio nella forma esclusiva dell’appostamento dal 21 al 30 gennaio 2014;

-  riguardo la caccia al Colombaccio, la mancata previsione del prelievo venatorio nella forma esclusiva dell’appostamento nel mese di gennaio 2014.

Riguardo al richiesto posticipo della caccia alla Cornacchia grigia, alla Ghiandaia e al Colombaccio (con carniere limitato a soli 5 capi), nel periodo 21 gennaio – 9 febbraio 2014, potrebbe esser effettuato nella forma esclusiva dell’appostamento a oltre mt. 500 dalle zone umide e dalle pareti rocciose (anche parzialmente), in quanto potenziali siti di nidificazione di specie rapaci.

Come si vede, le proposte regionali, come al solito spinte dalle componenti venatorie, sono state censurate pesantemente.

Nulla di nuovo, purtroppo.

Come si ricorderà, il T.A.R. Sardegna, con ordinanza n. 303/2013 del 17 settembre 2013, aveva sospeso il calendario venatorio regionale della Sardegna su ricorso ecologista: i Giudici amministrativi sardi hanno ritenuto fondamentale l’assenza del preventivo e sostanzialmente vincolante parere dell’I.S.P.R.A., previsto dall’art. 18, comma 4°, della legge n. 157/1992 e s.m.i., disposizione che “costituisce norma fondamentale di riforma economico-sociale (cfr. Corte Cost. n. 227/2003 e 4/2000)” e che quindi “si impone anche alle Regioni ad autonomia speciale”.

L’udienza per la trattazione del merito del ricorso è stata fissata per il 19 marzo 2014.

Si ricorda che il ricorso ecologista è imperniato su vari motivi di illegittimità che investono l’intero calendario venatorio:

*  è stato emanato in assenza  di un piano faunistico-venatorio, violando le norme più importanti della Legislazione nazionale e regionale in materia faunistico-venatoria (artt. 10 della legge n. 157/1992 e s.m.i., 19-20 della legge regionale n. 23/1998 e s.m.i.), in quanto la redazione del piano è stata voluta dal Legislatore come atto propedeutico e fondamentale per la pianificazione e programmazione della gestione della caccia e della conservazione del patrimonio faunistico;

* tuttora non risulta effettuata alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria nelle aree classificate quali siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e/o zone di protezione speciale (Z.P.S.) rispettivamente ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, come previsto dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale e già richiesto anche  dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (nota n. 26029/T-A11 del 10 luglio 2012, ribadito con la nota n. 37089 del 19 settembre 2013;

* non è stato neppure sottoposto al preventivo parere all'I.S.P.R.A., nonostante l'art. 18, comma 4°, della legge n. 157\1992 e s.m.i. preveda che “le regioni, sentito l'Istituto nazionale per la fauna selvatica (oggi Ispra), pubblicano, entro e non oltre il 15 giugno, il calendario regionale e il regolamento relativi all'intera annata venatoria”, con varie previsioni di caccia prive di motivazione (caccia alla Pernice sarda ormai rara, caccia alla Beccaccia fino al 19 gennaio 2014 e non al 10 gennaio 2014, perché dopo inizia la migrazione pre-nuziale secondo il “Key Concepts document on Period of Reproduction and prenuptial Migration of huntable bird Species in the EU”, la guida comunitaria in materia).

Come si ricorda, le associazioni ecologiste Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Lega per l’Abolizione della Caccia hanno, poi, hanno inoltrato specifico ricorso (16 luglio 2013) alla Commissione europea e alla Commissione per le petizioni del Parlamento europeo avverso il calendario venatorio regionale approvato senza alcuna preventiva e vincolante procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria nelle aree classificate quali siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e/o zone di protezione speciale (Z.P.S.).

Dall’istanza ecologista sono stati coinvolti anche il Ministero dell’ambiente e l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente (Servizio tutela della natura e Servizio valutazione impatti).

In buona sostanza, constatata la scarsa sensibilità ambientale in sede di elaborazione del calendario venatorio regionale, nonché la perdurante assenza del legame cacciatore – territorio, non rimane che il terreno del diritto per ristabilire condizioni accettabili di gestione del patrimonio faunistico isolano.

Ricordiamo, poi che il legame cacciatore – territorio è uno dei punti fondamentali del quadro normativo in tema di caccia c.d. sostenibile, come riconosciuto anche recentemente dalla giurisprudenza costituzionale (sent. Corte cost. n. 142/2013),  tuttora assente in Sardegna nonostante le precise disposizioni della legge n. 157/1992 e s.m.i. e della legge regionale Sardegna n. 23/1998 e s.m.i.

Per svolgere in qualche modo la stagione venatoria, dopo aver ricevuto la richiesta da parte dell’Assessorato della difesa dell’ambiente della Regione autonoma della Sardegna (nota n. 1616 del 18 settembre 2013), l’I.S.P.R.A. aveva espresso il proprio parere (nota prot. n. 37089 del 19 settembre 2013), consentendo al Comitato faunistico regionale, organo deliberante in materia riunitosi nella medesima data del 19 settembre 2013, al termine di ampie e accese discussioni, di decidere un calendario venatorio provvisorio: apertura della stagione venatoria il 29 settembre e chiusura al 31 dicembre 2013.

I rappresentanti ambientalisti presenti (Paolo Fiori, Davide Erbì) si sono astenuti.

Ora la nuova, pesante, bacchettata.

E, se la Regione non s’adegua, seguirà un ulteriore contenzioso in sede giurisdizionale, con conseguenze prevedibili.

In buona sostanza, constatata la scarsa sensibilità ambientale in sede di elaborazione del calendario venatorio regionale, nonché la perdurante assenza del legame cacciatore – territorio, non rimane che il terreno del diritto per ristabilire condizioni accettabili di gestione del patrimonio faunistico isolano.

Ricordiamo, poi che il legame cacciatore – territorio è uno dei punti fondamentali del quadro normativo in tema di caccia c.d. sostenibile, come riconosciuto anche recentemente dalla giurisprudenza costituzionale (sent. Corte cost. n. 142/2013),  tuttora assente in Sardegna nonostante le precise disposizioni della legge n. 157/1992 e s.m.i. e della legge regionale Sardegna n. 23/1998 e s.m.i.

Non sono bastati alla classe politica regionale sarda più di vent’anni dalla legge nazionale e quindici dalla legge regionale per attuarlo, solo ed esclusivamente per fare un favore alle parti più retrive del mondo venatorio isolano.

Noi, naturalmente, non demordiamo: il Comitato faunistico regionale, che si riunirà il prossimo 11 dicembre, è avvertito.

p. Lega per l’Abolizione della Caccia, Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Associazione Vittime della Caccia, Earth

Stefano Deliperi

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