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Caccia: 600mila orsi farebbero meno vittime

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Comunicato Stampa 6 settembre 2014 - ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

Caccia: 600mila orsi farebbero meno vittime

Seicentomila circa, questo pare essere l'attuale numero dei cacciatori autorizzati in Italia, in calo costante, ma inversamente proporzionale l'entità dei danni che producono al resto dei cittadini, all'ambiente, alla fauna selvatica e al territorio.

Già nei primi giorni di preaperture della nuova stagione venatoria si registrano le prime vittime (non è una notizia, purtroppo> vedi i Dossier): una donna ferita alla testa, mentre era in auto su una strada carreggiabile (loc.Pian di Barca) nel grossetano, colpita da un pallino di piombo entrato nell'abitacolo dell'auto e sparato da un capanno di cacciatori in direzione della strada, ovviamente posizionato in barba alla legge 157/92 (art.21). I responsabili “impallinatori” in tuta mimetica, vigliacchi e assassini, non solo non hanno prestato soccorso alla malcapitata e a suo marito, entrambi sottochock, ma, addirittura, hanno intimato alle loro vittime di non fare troppo rumore.

Triste dirlo, ma risulta un classico atteggiamento dettato dal cinismo di chi è abituato al sangue e gode nel togliere la vita altrui.

Anche un cacciatore è rimasto ferito dal fuoco amico in provincia di Catania: inizia la conta...

Ritrovate impallinate anche due poiane (1 e 2 -fauna super protetta), cani e gatti, anche loro vittime della furia sparatoria insaziabile dei cacciatori e di chi li autorizza alla carneficina, direttamente e indirettamente.

Niente di nuovo sul fronte occidentale, orientale, come a nord e a sud, a quanti tra morti e feriti si dovrà arrivare per capire che l'attività venatoria minaccia realmente la nostra incolumità, che la detenzione di armi da caccia è un pericolo costante anche fuori dall'esercizio venatorio? Coinvolto anche l'ambito familiare o il vicino antipatico, la moglie o la fidanzata, perchè con troppa superficialità si concedono - o non si revocano - licenze e detenzione di armi da caccia a persone i cui requisiti non risultano essere idonei.

Una madre orsa viene perseguitata solo perchè esiste ed è stata immesssa per un progetto fuori dalla realtà o per interesse (poco importa), e 600mila individui armati "possono" invece aggirarsi "ovunque" sul territorio italiano!

Ma sì, crea molto più allarme l'orsa Daniza, "rea" - pare - di aver difeso i propri figli (ma convince poco la dinamica dei fatti e tutto quanto ne è seguito subito nelle prime ore: speriamo sia fatta chiarezza!), vittima, la povera orsa, prima di incomprensibili operazioni pseudo-scientifiche atte a ripopolare le nostre valli di orsi, specie a rischio estinzione, e poi di una campagna persecutoria da parte di chi trarrebbe solo beneficio dal ritrovato habitat naturale di questa specie, in termini di afflusso turistico e rivalutazione del territorio.

Infatti non sembra molto invitante recarsi in villeggiatura in Trentino, visto che parte della fauna antropica locale appare poco propensa all'ospitalità e alla tolleranza.

Allora ci chiediamo, a quando l'ordine di cattura degli assassini che tra breve opereranno? E perchè non prevenire le disgrazie e le violenze, invece che prenderne atto come se fossero ineluttabili e fatti fisiologici? Aspettiamo risposte da chi autorizza, avvalla e consente tutto ciò: 100 vittime umane in media, tra morti e feriti, nei circa 60 giorni di ogni stagione venatoria. Sveglia!

Ufficio Stampa: Associazione Vittime della caccia - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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