Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Cs.Non fanno clamore un bambino e una madre feriti, vittime della caccia, le opinioni di un animalista sì.

E-mail Stampa PDF

Comunicato stampa - Associazione Vittime della caccia 25.11.2014

Vittime della caccia: Non fanno clamore un bambino e una madre feriti,

le opinioni di un animalista sì.

Morti e feriti per mano dei cacciatori sono cittadini di serie B

Il risalto dato dai media a una personale opinione espressa da un noto animalista nei confronti della caccia (e dei cacciatori) sa tanto di operazione strumentale e mistificatoria. Eppure quanto dichiarato da Rizzi sulla morte per infarto del presidente del consiglio regionale del Trentino e cacciatore Moltrer altro non è che il richiamo alla nemesi di colui che uccide e a sua volta non tarda a raggiungere le sue vittime.

Condivisibili o meno certe esternazioni dichiarate sul social network da Rizzi, riflettono comunque lo stato d'animo e la frustrazione dei tanti italiani che dei macabri spettacoli di caccia e di violenza gratuita su persone e animali da parte dei cacciatori non ne possono davvero più. Rizzi ha concentrato su di sé l'esasperazione e la ribellione di chi subisce da anni gli abusi, le minacce e l'imposizione occulta di uno Stato volutamente indifferente non solo alla vita dei selvatici trucidati a milioni ma anche delle persone umane vittime della caccia.

Cos'altro dovrà scuotere media ed istituzioni se non il ferimento nel giardino di casa di una madre e del suo bambino di 6 anni, colpiti a Merate (LC) il 23 novembre scorso da un cacciatore che non sapeva, a quanto risulta dalla cronaca, neppure che direzione prendessero i colpi da lui sparati verso una casa. Colpi sparati da distanza sicuramente ravvicinata, visto il tipo di arma usata (ad anima liscia con gittata utile di alcune decine di metri)  tanto da sfondare anche i vetri di un'abitazione.

Oggi, 25 novembre è la giornata contro la violenza sulle donne: sarà bene ricordare che le donne vittime dei cacciatori sono 9 su 15 feriti tra la gente comune, 2 i bambini, dal 1 settembre ad oggi, ovvero in circa 50 giorni effettivi di caccia.

Infatti i legali detentori di armi ad uso caccia non uccidono o feriscono solo durante le battute ma anche nell'ambito familiare, si rendono responsabili di gravi aggressioni contro mogli, madri o vicine inermi senza che questi fatti vengano percepiti come un fenomeno allarmante da prevenire, da curare, da reprimere severamente e non casi isolati accidentali.

Invece, siamo solo a metà stagione venatoria e da qui alla fine quante ancora dovranno subire la bestiale violenza di chi è avvezzo al sangue e al libero arbitrio sulla vita altrui?

La riprovazione da parte dei media dovrebbe, senza se e senza ma, indirizzarsi su chi spara e uccide e non su chi esprime comunque liberamente una personale opinione, questa che piaccia o no.

Quanto falso moralismo, quanta inaccettabile ipocrisia si celano dietro ai tanti bacchettoni che al tempo stesso tacciono sui crimini delle doppiette!

Eppure dal 1 settembre al 24 novembre le vittime, morti e feriti umani per armi da caccia e cacciatori, risultano essere ben 54, 11 morti e 43 feriti.

Maurizio Giulianelli, Associazione Vittime della caccia.

 

Comments

Per poter lasciare o leggere i commenti bisogna essere iscritti.
 

Commenti Facebook

Da questo semplice form potrete collegarvi direttamente al vostro account su facebook.

Banner