Associazione Vittime della caccia

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Cs. AVC - Un altro bambino sacrificato sull'ara della dea della caccia

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Un altro bambino sacrificato sull'ara della dea della caccia

E' il secondo minorenne coinvolto in sparatorie venatorie in questa stagione.

Il 12enne di Sapri (SA) gravemente ferito mentre era a caccia con i familiari, risulta essere in rianimazione con un polmone perforato da un proiettile da cinghiale.

La 15enne in provincia di Treviso invece, alla fine di settembre, in sella alla sua bicicletta veniva investita e ferita da pallini sparati da un fucile da caccia. Il cacciatore responabile si è dileguato.

Quanti sono i bambini vittime della caccia ad ogni stagione venatoria?

Non saranno certo gli uffici stampa delle associazioni venatorie a fornire questi dati. Se ne guardano bene, tanto che alla fine di ogni stagione, obbligati dalla “concorrenza”, snocciolano numeri che mai sinora hanno contemplato le vere vittime della caccia: coloro che non la praticano!

Neppure uno straccio di ipocrita ammissione di dolo. Niente, neppure i numeri.

Allora lo facciamo noi, come sempre e documentando tutto con il consueto Dossier Vittime della caccia che pubblicheremo a fine stagione venatoria (anche se ormai  la caccia non finisce più con la stagione canonica...).

I DATI PARZIALI che risultano da occasionali rassegne stampa sui BAMBINI VITTIME DELLA CACCIA dalla stagione venatoria 2007/2008 fino al 26 dicembre 2015 (ovvero 8 stagioni venatorie e mezzo):

11 BAMBINI morti e 23 i feriti

In merito al tragico episodio di Sapri, sembrerebbe dalle dichiarazioni apparse sulla stampa, che il bambino sarebbe stato colpito perchè avrebbe “abbandonato la propria posizione”. Ovvero da quanto appreso, pare che il ragazzino si sia allontanato improvvisamente dalla postazione affidatagli.

Sulla base di quanto riportato emergerebbe quindi chiaramente un ruolo attivo del bambino all'interno della battuta di caccia al cinghiale, pratica notoriamente pericolosa per chiunque, anche per i più esperti. Come sia possibile che un minore non solo venga condotto durante un'attività con uso di armi da fuoco in ambiente non protetto, ma addirittura che ne prenda parte attiva?

L'attività venatoria è vietata ai minori di età e senza aver conseguito la licenza, questo i genitori  - cacciatori e non - dovrebbero ben saperlo e preoccuparsi della loro tutela, provvedendo a non esporli a pericoli evidenti e comprovati. La caccia anche da un punto di vista pedagogico è devastante per la naturale empatia propria dei bambini verso l'Altro in genere.

Sarebbe auspicabile inoltre che le Forze dell'ordine verificassero la regolarità delle autorizzazioni, se presenti, per la battuta al cinghiale in questione, in quanto ogni attività di questo genere deve essere pianificata ed autorizzata dalla Provincia, quindi segnalata adeguatamente, in area preposta indicata dai piani faunistico venatori e nel rispetto delle distanze di sicurezza.

Da sottolineare infatti ancora una volta, che le armi usate nella caccia al cinghiale sono capaci di gittate di chilometri e per le quali la legge sulla caccia prevede il rispetto della distanza pari ad una volta e mezzo la gittata stessa del fucile. Sono questi requisiti minimi previsti dalla legge 157/92 (art.21 comma lett. a), e) ed f) da applicare durante questa pericolosa attività, ma anche e soprattutto nel rispetto delle norme di pubblica sicurezza (sistematicamente disattese).

Quindi basta ipocrisie e termini fuorvianti, quali “tragiche fatalità”, “incidente di caccia”: laddove si pongono tutte le condizioni affinché un "incidente" avvenga...come si può definire tale? Siamo di fronte ad eventi che ogni anno mietono vittime di ogni specie, anche umana, nel totale e assordante silenzio dei media e delle istituzioni, su tutto il territorio nazionale e anche tra gli abitatii e nei giardini privati, nel totale spregio delle leggi e del Dritto sacrosanto al quieto vivere.

Mentre invece cresce in modo esponenziale lo sdegno dell'opinione pubblica e l'allarme di chi è costretto a vivere in prima persona le sparatorie e l'arroganza di individui armati e non certo civili, come dimostrano i troppi fatti di violenza anche ai danni degli animali domestici (il Dossier 2015/2016 sarà completo anche per la raccolta dati sugli Animali Vittime della caccia).

I DATI PARZIALI DELLE VITTIME UMANE dal 2 settembre al 26 dicembre 2015 nel solo ambito venatorio

13 morti e 52 feriti (di cui 13 NON CACCIATORI)

E li chiamano "incidenti"...

 

Comunicato stampa Associazione Vittime della caccia - 29 dicembre 2015

 

 

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