Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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AVC SALVA le NUTRIE di VERONA

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POSITIVA SENTENZA del TAR (VENETO) in favore dell'ASS.VITTIME DELLA CACCIA
avverso l'ORDINANZA del SINDACO di VERONA, TOSI, CHE ORDINAVA il MASSACRO DELLE NUTRIE


N. 00270/2016 REG.PROV.COLL.
N. 00104/2016 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 104 del 2016, proposto da:
Casprini Daniela Presidente di Associazione Vittime della Caccia, rappresentata e difesa dall’avvocato Massimo Rizzato, con domicilio eletto presso la segreteria del T.A.R. Veneto in Venezia, Cannaregio 2277/2278;
contro
Comune di Verona, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Giovanni Michelon, Giovanni Caineri e Fulvia Squadroni, con domicilio eletto presso la segreteria dell’intestato Tribunale ai sensi dell’art. 25, comma 1, del cod. proc. amm.;
nei confronti di

A.T.C. 1, A.T.C. 2;

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia
dell’ordinanza n. 49 emessa dal Comune di Verona il 14 dicembre 2015 ad oggetto l’abbattimento delle nutrie.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Verona;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 24 febbraio 2016 il dott. Enrico Mattei e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

- Premesso che:
- con atto di ricorso (n.r.g. 104/16) notificato a mezzo posta il 19 gennaio 2016 e depositato il successivo 27 gennaio, la sig.ra Daniela Casprini, in qualità di Presidente dell’Associazione Vittime della Caccia, ente avente come fine statutario la tutela del patrimonio faunistico ambientale, ha adito l’intestato Tribunale per chiedere l’annullamento dell’ordinanza, meglio in epigrafe specificata, con il quale il Comune di Verona ha disposto l’abbattimento delle nutrie stanziate sul proprio territorio, deducendo avverso detto provvedimento la violazione dell’art. 50, comma 5, del d.lgs. n. 267/2000, nonché eccesso di potere per motivazione contraddittoria, carente e difetto di istruttoria;
Considerato, a tale riguardo, che:
- il provvedimento in contestazione appare carente sotto l’aspetto istruttorio, non essendo stata effettuata alcuna effettiva ponderazione in ordine quantitativo di nutrie che si renda necessario abbattere al fine di realizzare un corretto piano di contenimento del numero di animali di tale specie;
- sotto altro profilo, detto provvedimento appare carente sotto l’aspetto motivazionale, non avendo dato atto di alcun elemento fattuale concreto, al fine di comprovante che la presenza di nutrie nel territorio comunale possa comportare situazioni di potenziale pericolo al traffico veicolare, ovvero per l’incolumità di cose o persone,
- da ultimo, il provvedimento in questione appare adottato in violazione dell’art. 50, comma 5, del d.lgs. n. 267/2000, non risultando comprovata la sopravvenienza di alcuna situazione eccezionale e/o imprevedibile che possa giustificare l’intervento contingente ed urgente del sindaco a tutela della salute pubblica;
- per quanto precede il ricorso va accolto siccome fondato;
- le spese seguono la soccombenza e si liquidano nella misura indicata in dispositivo tenendo conto che parte ricorrente è stata ammessa al beneficio del patrocinio a carico dello Stato con decreto n. 1 del 27 gennaio 2016.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.
Condanna il Comune di Verona al pagamento, in favore della parte ricorrente delle spese del giudizio che si liquidano in € 2000,00 (duemila/00) oltre oneri ed accessori come per legge e oltre la regolarizzazione del pagamento del contributo unificato prenotato a debito.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.
Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 24 febbraio 2016 con l’intervento dei magistrati:
Maurizio Nicolosi, Presidente
Alessio Falferi, Primo Referendario
Enrico Mattei, Referendario, Estensore

L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 11/03/2016

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