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Cs. La moltiplicazione dei cinghiali a QuattroCastella (RE)

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Comunicato stampa: Amici della Terra Reggio Emilia, Associazione Vittime della Caccia, Legambiente Val d'Enza e Lega per l'Abolizione della Caccia - 28.12.2016

La moltiplicazione dei cinghiali a QuattroCastella (RE)

Quanti cinghiali ci sono nell'oasi di Bianello?

La domanda appare facile e la risposta, soprattutto se si porta avanti una caccia al cinghiale dovrebbe esserlo altrettanto. Ed invece no!  Noi abbiamo provato a porla agli enti coinvolti nella caccia al cinghiale organizzata proprio dentro l'oasi. Ed ecco i risultati:

- lettera di risposta alla nostra richiesta, firmata dal Sindaco di Quattro Castella: non c'è la risposta sul numero cinghiali.

- sulla stampa leggiamo che il Sindaco ha dichiarato che: "Io dell'alto numero ne ho la contezza dalle testimonianze di chi va in oasi, e non sono cacciatori. Si parla di branchi numerosi. Sono stati stimati almeno un centinaio di cinghiali”.

- nella risposta della Polizia Provinciale si legge: "In questa occasione non abbiamo effettuato una stima diretta della presenza del cinghiale nell'Oasi ([...] Secondo la LIPU ce ne sarebbero stati circa 30 – 40), ma ci siamo basati sulla stima indiretta del numero di incidenti provocati”.

Come 30 – 40? Il Sindaco ha dichiarato almeno 100!!!

Ma la moltiplicazione non si ferma qui, infatti il Sindaco ci informa che: "Sono stati individuati 3 distinti branchi”. Ma chi li ha individuati? Non la Polizia Provinciale, che ha gestito la battuta di caccia, perché questa ci scrive: "L'oasi del Bianello costituiva area di rimessa di uno o più branchi di cinghiali”.

Il fatto che non si sappia con certezza il numero dei cinghiali prima di procedere al loro abbattimento ci lascia perplessi, anche perché prima di entrare nell'oasi si potevano individuare branchi al di fuori di essa, cercare metodi non cruenti. Ad esempio, dato che il problema scatenante sono i 5 incidenti stradali avvenuti nel corso dell'anno, si è presa in considerazione l'idea di porre dissuasori visivi e/o sonori lungo le strade? I dissuasori emettono luce e suoni che aiuterebbero a tenere a distanza gli animali dalla auto in transito. In molte località vengono utilizzati. Perché qui no?

Altre perplessità: perché si è deciso di fare questa battuta dentro all'oasi in un giorno in cui tutt'intorno la caccia è aperta? Gli animali che scappavano rischiavano di ritrovarsi le doppiette dei cacciatori pronte. E animali sono scappati, ce lo scrive la stessa Polizia Provinciale:“Solo pochi caprioli sono usciti dall'oasi all'inizio della battuta.” Oltre ovviamente a dei cinghiali.



Ed ancora: perché tutta la procedura è stata fatta d'urgenza? Perché non si è valutata l'incidenza che questa battuta aveva sul sito protetto dall'Europa?

Il risultato dell'intervento è stato di 6 animali abbattuti, altri sono fuggiti dall'area e altri, al segnale di fine battuta delle ore 14, erano ancora all'interno che si rifiutavano ostinatamente di allontanarsi nonostante l'incalzo dei cani, segno di una elevata sedentarizzazione almeno di una parte dei soggetti presenti.”

Paura, terrore e animali che fuggono e altri che si ostinano a stare nel posto che per loro è rifugio e vita. Stessa cosa era successa 6 anni fa, evidentemente senza un gran successo, siamo sicuri che tutto sia stato fatto prima di provocare tutta questa sofferenza?

Per questo chiederemo tutti gli atti, si può non essere sensibile alla sofferenza degli animali, però chi è in un ente pubblico deve agire partendo da dati concreti e oggettivi. Uno, nessuno o cento cinghiali.


Amici della Terra – Reggio Emilia – Avv. Rossella Ognibene

Associazione Vittime della Caccia – Presidente Daniela Casprini

Lega per l'Abolizione della Caccia – Delegato Regionale Dino Vecchi

Legambiente Val d'Enza – Presidente Clizia Ferrarini

 

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