Associazione Vittime della caccia

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Cs.AVC propone piano Nutrie a Codogno (LO)

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COMUNICATO STAMPA - 16 marzo 2017 – Associazione Vittime della caccia

NUTRIE: CONTENERNE IL NUMERO SENZA UCCIDERE SI PUO', SI DEVE.

L'Associazione Vittime della caccia propone al sindaco di Codogno (LO)

concreti metodi di contenimento, incruenti ed efficaci.

 

Con riferimento all'adesione del Comune di Codogno (deliberazione di Giunta n.39 del 27 febbraio 2017) al piano di eradicazione della specie nutria

emanato dalla provincia di Lodi, l'Associazione Vittime della Caccia propone al Sindaco l'adozione di metodi incruenti, alternativi

all'uccisione, previsti per legge.

Non è accettabile omettere preventivamente l'adozione di metodi ecologici, previsti dalla legge 157/92, art.19, alternativi all'uccisione”

precisa Maurizio Giulianelli, vice presidente dell'Associazione Vittime della caccia che aggiunge “Ricerca e adozione sul campo delle metodiche

incruente per il contenimento delle nutrie offrono soluzioni ottimali e praticabili ed è per questo che chiediamo al sindaco di Codogno di aprire un tavolo

di confronto atto a perseguire tale modalità operativa, peraltro già messa in atto a Perugia e altre realtà locali, sulla base del progetto multidisciplinare

dell'Università di Parma coordinato dalla dott.ssa Cristina Marchetti”.

L'Associazione rileva che nella riunione operativa del 28 febbraio scorso l'Amministrazione

non solo non ha fatto minimamente riferimento al ricorso dei metodi ecologici e incruenti, ma non

ha nemmeno elaborato un censimento delle nutrie e di come intenda gestire lo smaltimento dei

cadaveri (carcasse).

Circa l'uso di armi ad aria compressa depotenziate (il cui uso improprio configura il

reato di cui all'art. 674 del c.p.) per abbattere le nutrie che finiscono nelle trappole, è del tutto

evidente che l'adozione prevista di queste armi generi ulteriore inutile sofferenza all'animale colpito,

in palese contrasto con le disposizioni in materia di benessere animale, maltrattamento ed uccisione (art. 544 ter c.p). Resta poi drammaticamente rischioso

in un contesto aperto e pubblico l'uso di armi da caccia tradizionali, per tutto quanto attiene alla sicurezza dei cittadini e alla loro incolumità (art. 21,

comma 1, lett. a), e) ed f) legge 157/92 e TULPS).

Ora il Sindaco ci risponda, visto che dopo i vari ricorsi che la nostra Associazione ha visto accogliere ai TAR delle province limitrofe, siamo

pronti a collaborare e ad offrire soluzioni e modalità incruente ed efficaci, nel rispetto della vita degli animali, della sensibilità comune e del buon senso,

nonché delle leggi”, conclude Maurizio Giulianelli per l'Associazione Vittime della caccia.

INTERVENTO DOTT.SSA MARCHETTI – Atti Conferernza stampa Montecitorio dell'08.02.2017 -
16 marzo 2017 – Associazione Vittime della caccia – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Immagine tratta da Radio Bau

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