Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Associazione Vittime della Caccia - Fine stagione venatoria 2007/2008

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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

www.vittimedellacaccia.org
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Comunicato Stampa :


A CACCIA FINITA UN ALTRO BOLLETTINO DI GUERRA. L’Associazione Vittime della Caccia lancia l’ennesimo grido d’allarme in rapporto all’ecatombe di morti e feriti che a conclusione della stagione venatoria dobbiamo ancora una volta registrare. “Siamo di fronte a un vero e proprio bollettino di guerra” dice Daniela Casprini “una conta di uccisi che comprende persino minori!”. Bambini portati a caccia da irresponsabili adulti, bambini che maneggiano armi, bambini che uccidono, bambini che vengono uccisi. Nella stagione venatoria appena conclusa: 37 morti (10 persone innocenti) e 93 feriti (32 innocenti), 1 minore ucciso e 3 i bambini feriti, falcidiati dalle armi da caccia. Tutti documentati. Nell’arco dei 12 mesi del 2007 invece, i morti per armi da caccia risultano essere 60 (di cui un altro bambino) e circa 100 i feriti. Le cifre non possono lasciare indifferenti le Autorità Competenti e gli stessi media, tanto più di fronte al fatto che sono certamente cifre per difetto, visto che nel nostro paese manca una contabilizzazione rigorosa ed ufficiale da parte del Ministero dell’Interno. “Di fatto questa è una tragica realtà occultata” continua Daniela Casprini, “ evitare di dire che il prezzo in vite umane ed i costi sociali direttamente connessi all’uso di armi da caccia non è più accettabile in un paese civile. E’ venuto il momento di far emergere questo vergognoso fenomeno”. ALLE PAROLE AI FATTI: l’Associazione Vittime della Caccia non intende fermarsi alla sola azione di denuncia e “in Nome del Popolo Impallinato… per sport” promuove, per il 22 febbraio il suo primo convegno nazionale dal titolo “La caccia è ancora un diritto in Italia e in Europa?” a cui parteciperanno giuristi, senatori, parlamentari e personaggi noti. Tutti a testimoniare e documentare come l’attività venatoria e comunque l’uso di armi da caccia non siano più sostenibili sul territorio nazionale, oramai fortemente antropizzato anche nelle campagne. “Porteremo le questioni fino alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo” conclude Daniela Casprini “perché anche in Italia si veda finalmente riconosciuto il sacrosanto diritto della maggioranza dei cittadini a essere tutelati in termini di pubblica incolumità e rispetto della proprietà privata, diritti fondamentali dell’uomo, purtroppo sistematicamente violati da chi si diverte sparando”. Daniela Casprini, per l’Associazione Vittime della Caccia.


31.01.2008.

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