Associazione Vittime della caccia

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Associazione Vittime della Caccia - Al via con le preaperture: "si salvi chi può"!

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COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

Con le preaperture, scatta il coprifuoco

01.09.2010. Riparte la caccia con ancora forte lo sgomento per la morte di Don Cassol, il prete che dentro il suo sacco a pelo, all'interno dell'area protetta del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, è stato scambiato per un cinghiale  durante un ritiro spirituale.
"Ne abbiamo sentite e risentite di tutti i colori da parte del mondo venatorio, in primis la presa di distanza accompagnata dalla condanna nei confronti di colui che prima ha sparato e poi si è costituito: non è un cacciatore, hanno detto. Chi altri sarebbe allora? Un cacciatore di frodo è un cacciatore a tutti gli effetti.
Basta difendere l'indifendibile!Riconosca il mondo venatorio la pericolosità della caccia in qualsiasi sua forma" dichiara Maurizio Giulianelli portavoce dell'Associazione Vittime della Caccia, e aggiunge "la verità è che da settembre il 70 % circa del territorio italiano, comprendente aree urbanizzate con case e strade, sarà di nuovo attraversato in lungo e in largo da gente armata pronta a fare fuoco. Quante saranno le vittime in questa stagione? Perchè nascondere che anche questa stagione venatoria segnerà la vita di molti? Basta chiamare incidenti quelle dinamiche prevedibili!". Afferma il portavoce dell'Associazione.

"Non servono a niente appelli al buon senso dei cacciatori bensì la presa d'atto che la sicurezza dei cittadini non può essere ostaggio di oltre 700.000 sparatori. Su buona parte del territorio italiano, l'esistenza di aree semiurbanizzate e case sparse di fatto non permette il rispetto delle distanze di sicurezza dettate dall'art.21 della legge 157/92" continua Giulianelli "se a questo aggiungiamo comportamenti palesemente aggressivi o di ritorsione nei confronti di chi contesta il mancato rispetto, atteggiamento purtroppo diffuso e dimostrato dalle tante segnalazioni e dai media, ci rendiamo conto della sempre minore tollerabilità di tale situazione da parte di chi subisce la caccia a casa propria o frequentando aree pubbliche".

"Ma nonostante l'indiscutibile preminenza dell'interesse pubblico alla sicurezza rispetto all'interesse "ludico" di una minoranza, molte sono state le forzature operate per la riforma della 157, in parte sventate e comunque ridimensionate con l'adeguamento alle direttive comunitarie in materia di tutela degli uccelli selvatici e dei periodi sensibili connessi.
Ma se da una parte, proprio nell'anno della Biodiversità, si son gettate le basi per regole chiare a tutela dell'avifauna, ai mammiferi è andata molto peggio. I calendari venatori di alcune regioni contemplano la caccia anche nei mesi primaverili ed estivi, sotto forma di selezione, con la conseguente pesante ricaduta negativa non solo per queste perseguitate specie ma anche per l'impatto con le attività umane.

Intanto ecco arrivato l'avvio delle preaperture in molte regioni, emanate addirittura con leggi regionali per meglio eludere qualsiasi ostacolo -invece che con delibera impugnabile al TAR- a conferma che ancora da parte del mondo venatorio la sicurezza non è certo una priorità: molto del territorio è ancora nelle prime settimane di settembre interessato da intensa attività all'aperto e dal turismo.

Tutto questa pressione venatoria non fa altro che esasperare ulteriormente quanti vogliono vivere in pace ed innesca un meccanismo di difesa ed affermazione di un diritto fondamentale quale quello alla sicurezza e alla qualità della vita, sempre più cittadini sono determinati a reagire ed a chiedere che le Istituzioni se ne facciano garanti", conclude Maurizio Giulianelli.

 

Maurizio Giulianelli, Associazione Vittime della Caccia. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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