Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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15 Mesi di piombo e sangue. Dimenticate le vittime.

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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA
www.vittimedellacaccia.org


I dati* sulle vittime delle armi da caccia durante le seguenti stagioni venatorie:

 

Stagione venatoria 2009-2010
24 MORTI: 1 Non-Cacciatori e 23 Cacciatori
71 FERITI: 18 Non-Cacciatori e 53 Cacciatori

Stagione venatoria 2008-2009
25 MORTI: 3 Non-Cacciatori e 22 Cacciatori
78 FERITI: 13 Non-Cacciatori e 65 Cacciatori

Stagione venatoria 2007-2008:
30 MORTI: 4 Non-Cacciatori e 26 Cacciatori
79 FERITI: 20 Non Cacciatori e 59 Cacciatori

*In caso di pubblicazione citare la fonte: www.vittimedellacaccia.org

 

IN NEPPURE 15 MESI (3 STAGIONI VENATORIE) 79 MORTI E 228 FERITI

La raccolta dei dati scaturisce da quanto è stato intercettato dalle rassegne stampa (fonti ed agenzie su: www.vittimedellacaccia.org) e sono presumibilmente SOTTOSTIMATI perché non possono rappresentare la globalità del fenomeno. Il Ministero dell’Interno non raccoglie i dati specifici delle vittime per armi da caccia. Inoltre, i dati sopra riportati non contemplano infartuati, suicidi e/o vittime di natura diversa dalle armi da caccia e sono riscontrabili.

Tale realtà non può essere assolutamente sottaciuta, la questione sicurezza non può, non deve, essere subordinata agli interessi e alle logiche del mondo venatorio.

Ridurre gli incidenti alla mera fatalità non può più reggere come tesi atta soltanto ad occultare che l'allarme sociale è ad un elevato punto di criticità. Più sicurezza nelle campagne la chiedono a gran voce tanti e tanti cittadini i quali si trovano in una condizione di tale subalternità anche psicologica nei confronti di gente armata che può persino attraversare liberamente terreni altrui.

I cacciatori, nella pratica venatoria di fatto si muovono sul 70% del territorio italiano generando un sistematico allarme sociale: non solo in termini di sicurezza, ma anche in rapporto alla quiete
pubblica.

Forzature operate in sede legislativa e per fortuna bloccate, dal chiaro intento liberalizzatore per una caccia sempre più permissiva, evidentemente confermano che il dato sulla sicurezza non è
percepito dal mondo venatorio come vero e proprio allarme sociale.

In troppi casi poi, al danno si aggiunge la beffa. Spesso un cittadino è vittima due volte: per i danni subìti dalle armi e per la mancanza di tempestivi e congrui risarcimenti.

I recenti articoli apparsi su alcuni quotidiani sembrerebbero confermare le lungaggini dell’iter risarcitorio oltre che solo una parziale utilizzazione del "fondo vittime della caccia" previsto dalla Legge 157/92, dato non confortante per le famiglie delle vittime che rimangono anche anni ad
aspettare giustizia!

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA
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